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Conoscere ed affrontare il Mal di Testa: il contributo della Medicina Tradizionale Cinese

Mauro Cucci 729 Agopuntura

L'agopuntura come strumento per il trattamento e la risoluzione delle cefalee

Il Mal di Testa, in gergo tecnico la “Cefalea”, è uno dei disturbi più comuni che affligge il mondo occidentale, è una delle patologie di più difficile risoluzione e costituisce un fattore di alto costo sociale. Negli ultimi decenni sono stati spesi molti soldi sia per la messa a punto di nuovi farmaci analgesici (atti a far passare il dolore), che per le ricerche allo scopo di conoscerne meglio i meccanismi fisiopatologici. In Italia esistono numerosi Centri specializzati per lo studio e la cura delle Cefalee, molti di questi sono riconosciuti in ambito internazionale come “Centri di Eccellenza”. Nonostante questi grandi sforzi della comunità scientifica però i risultati, in termini sia totali (la risoluzione del problema) che parziali (un miglioramento della qualità della vita) sono ancora molto lontani dall’essere considerati soddisfacenti. La maggior parte dei farmaci impiegati è efficace solo nel ridurre il dolore quando questo insorge, ma nulla può per rendere meno probabile l’episodio successivo. I pochi strumenti farmacologici di prevenzione delle crisi spesso presentano numerosi effetti collaterali nell’uso cronico e sono efficaci in una ridotta percentuale di pazienti.

Perché la cefalea è così difficile da curare? Le risposte sono molteplici. Innanzi tutto perché l’eziologia (i fattori che scatenano le crisi) è multifattoriale. Esistono cioè innumerevoli cause che possono provocare una crisi e spesso numerosi motivi coesistono. Fra questi gli stress emotivi, problemi ossei e/o muscolari, fattori ormonali, pressori, digestivi, ecc.. Inoltre, nonostante tutti gli sforzi prodotti, anche la patogenesi (i meccanismi fisiopatologici che esitano nella crisi) è ancora parzialmente sconosciuta, i soli meccanismi universalmente riconosciuti sono quello osteo muscolare (le cefalee muscolotensive) e quello vascolare (le cefalee vasomotorie o emicranie). La prova di tutto ciò è evidente nei tentativi di classificare i vari tipi di cefalea prodotti dalle organizzazioni scientifiche. La più attendibile, quella della IHS (International Headache Society), è composta di numerosissime categorie di cefalea classificate quasi esclusivamente in base alle caratteristiche soggettive delle crisi (frequenza, tipo di dolore, zona di localizzazione, ecc.), ma poco o niente dice sulle cause.

Come se ne può uscire? Da tempo la parte più illuminata, ma anche inascoltata, del mondo scientifico propone una strategia, che potrebbe essere riassunta ed enunciata in un semplice assioma: per curare il Mal di Testa bisogna “uscire dalla testa”. Occorre cioè considerare la cefalea come un evento sistemico, che coinvolge tutto l’organismo ed il cui sintomo più evidente è il dolore all’estremità cefalica; la testa appunto.

Per la nostra medicina iper-specialistica, in cui ogni operatore si occupa quasi esclusivamente di una piccola parte, non è un problema di facile soluzione, ma esistono altri modelli di tutela della salute, che sono obbligatoriamente orientati a considerare l’essere umano nella sua globalità. L’esempio più evidente è costituito dalla Medicina Tradizionale Cinese.

Questa disciplina millenaria, figlia della filosofia taoista, considera l’essere umano come parte della natura che lo circonda e quindi la buona salute come il prodotto dell’armonia fra i vari ambiti del proprio essere (organico, emozionale, ecc.) e della sua totalità con l’ambiente in cui vive. L’approccio al benessere della Medicina Tradizionale Cinese non può che basarsi (ne è obbligato) sull’interpretazione olistica di ogni disturbo che mini la qualità della vita. Secondo questo modello ogni parte di noi stessi è in dialogo permanente con tutto il resto ed ogni stimolo esterno ci coinvolge totalmente.

Nel gergo simbolico tipico delle discipline orientali, e del taoismo in particolare, i fenomeni universali (tutti) sono graficamente illustrati da uno schema a 5 Logge chiamato tradizionalmente Legge dei Cinque Movimenti.

La quale, secondo la Medicina Tradizionale Cinese, rappresenta la totalità degli aspetti dell’essere umano. Ogni Loggia, o Elemento, è coinvolto nella gestione di parte degli ambiti organici (organi e apparati), psichici (emozioni, personalità, modalità relazionali, strategie cognitive), sensoriali, climatici e dei vari tropismi (gusti, preferenze, attitudini, ecc.), che costituiscono l’individualità di ciascuno.

Di seguito qualche esempio.

legge dei 5 movimenti 1

legge dei 5 movimenti 2

La decodificazione del gergo simbolico taoista ha permesso, nel secolo appena trascorso, di correlare a questa Legge molte delle moderne conoscenze della medicina occidentale consentendo di posizionare, sui vari Elementi Immunoglobuline (gli anticorpi), neurotrasmettitori (le molecole che veicolano i messaggi del sistema nervoso), i principali elettroliti, ecc.

legge dei 5 movimenti 3

legge dei 5 movimenti 4

Queste nuove conoscenze consentono di avvicinare e sovrapporre i due modelli interpretativi, orientale e occidentale e perfezionare gli strumenti diagnostici e terapeutici necessari per tutelare la salute dell’essere umano.

Se consideriamo la multifattorialità dell’eziologia cefalalgica e sovrapponiamo, posizionandoli adeguatamente sulla Legge dei 5 Movimenti otteniamo il quadro completo di questa patologia dal punto di vista energetico.

legge dei 5 movimenti 5

legge dei 5 movimenti 6

Come si può notare, l’insieme delle cause che possono provocare le crisi coinvolgono integralmente la Legge dei 5 movimenti, confermando che ci troviamo di fronte ad un problema che investe il soggetto nella sua totalità e che quindi deve essere affrontato in modo globale.

L’esperienza clinica dimostra che la Medicina Tradizionale Cinese, e l’agopuntura in particolare possono essere un valido strumento per il trattamento e la risoluzione di questa alterazione della buona salute, decisamente invalidante per chi ne soffre e di difficile approccio per la medicina ortodossa, ad un costo, in termini di effetti collaterali, praticamente nullo.

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