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5 consigli per godersi il Natale senza rinunciare alla salute

Strategie per sopravvivere brillantemente alle grandi tavolate natalizie

Il Natale è uno dei simboli più complessi e radicati dell’intera cultura mondiale. Religioni antiche, tradizioni, riti mistici e consumistici si mescolano in una sorta di centrifuga nella quale diventa sempre più difficile riconoscere il significato originale: da un lato c’è la spinta consumistica che ci induce all’abbondanza e allo spreco; dall’altra c’è il bisogno consolatorio del cibo in vissuti di ansia, insoddisfazioni, stress.

Il risultato è quello di ritrovarsi con qualche chilo di troppo, rischi in più per la salute e il morale a terra. I sintomi classici li conosciamo tutti: cerchio alla testa, pelle impura, addome gonfio, sovrappeso e un calo verticale dell’energia, accompagnato il più delle volte da stanchezza e nervosismo.

Eppure sopravvivere al periodo natalizio regalandoci benessere psicofisico si può: basta utilizzare alcune facili strategie e ricorrere a validisssimi rimedi naturali.

1. A tavola

Il primo consiglio riguarda cosa scegliere a tavola. La kermesse alimentare di pranzi e cenoni solitamente impone un eccesso di carboidrati nello stesso pasto, abitudine che andrebbe assolutamente cambiata. Iniziare con un primo non è sbagliato. L’errore sta nello scegliere come contorno le patate, nell’accompagnare il pasto con il pane, nel proseguire con la frutta e, dulcis in fundo, nel terminarlo con un dolce. Basterebbe qualche piccola sostituzione per allegerire il carico: al posto delle patate sarebbe preferibile un contorno di verdura non amidacea, come il radicchio, la cicoria, i finocchi, dal potere drenante e disintossicante.

Del pane in questo caso si potrebbe fare a meno. Altro errore è lasciarci tentare da aperitivi e stuzzichini: sono riempitivi inutili, non placano la fame e moltiplicano le calorie ingerite. Una strategia, solitamente efficace, potrebbe essere quella di allontanarci dalla tavola in attesa di iniziare il pranzo o la cena e distrarci conversando con gli altri commensali. Un altro utile consiglio è ridurre il consumo di alcolici: l’ideale è bere un bicchiere di vino a pasto e mezzo calice di spumante o champagne. Anche in questo caso ecco un piccolo trucco: gustiamo le bevande a piccolissimi sorsi, cercando di mantenere il bicchiere sempre pieno. Eviteremo in tal modo che gli altri commensali tornino a riempirlo. Per allegerire la quantità di carboidrati un’altra raccomandazione è quella di non abbinare la macedonia al dolce: scegliamo l’una o l’altro. Ed infine evitiamo di zuccherare il caffè: non tanto per l’apporto calorico dello zucchero, ma perché i suoi principi amari favoriscono la digestione.

2. Il giorno dopo

Esiste poi un’altra strategia utilissima: ristabilire equilibrio alimentare durante i tempi di recupero il giorno dopo un cenone o un pranzo. Cosa fare? L’errore più comune in questo caso è quello di imporsi il digiuno. La strada giusta invece è mangiare regolarmente, scegliendo tuttavia cibi e bevande che aiutino a detossificare l’organismo: beviamo molta acqua fin dal mattino e consumiamo pasti proteici accompagnati da verdure crude e cotte, ricche di antiossidanti, fibre, vitamine e minerali. Ottimo rimedio per depurarci potrà essere quello di sorseggiare, nel corso della giornata, tè verde o tisane digestive a base di anice stellato e finocchio o di fiori di Ibisco, dagli effetti detox, ovviamente senza aggiungere dolcificanti.

3. La bevanda anti stanchezza: il Mate

Considerato la bevanda nazionale di molti paesi sudamericani, il Matè è un infuso dal gusto leggermente speziato e dagli straordinari effetti tonici e stimolanti sul sistema nervoso. Si ricava dall’essiccazione delle foglie più giovani e tenere dell’Agrifoglio, la pianta del Natale, simbolo di speranza e di rinascita. Ed è quasi come una “rinascita” di forza e di energia la più evidente azione del Matè sul nostro organismo. In tutti i casi di appesantimento fisico, gonfiore, stanchezza e debolezza questo tè si rivela infatti un autentico toccasana, in grado di restituire immediatamente la vitalità fisica. Versare in una tazza un cucchiaino di foglie di Matè aggiungere 200 ml di acqua calda non bollente e lasciare in infusione per 5 minuti. Quindi filtrare e sorseggiare lentamente.

4. Il piccante bruciagrassi: lo Zenzero

La radice di zenzero (Zingiber officinale Roscoe) contiene una moltitudine di composti diversi tra cui il gingerolo, dalle proprietà digestive, drenanti e antinfiammatorie.

In caso di addome gonfio dovuto all’eccesso di lieviti e farine, lo zenzero consente di bruciare le calorie più velocemente e di migliorare la digestione. Inoltre aiuta l’eliminazione delle tossine e dei gas intestinali.

Durante le festività natalizie consiglio un centrifugato di cetriolo, finocchio e zenzero per disintossicare l’organismo e per combattere la ritenzione idrica e la pesantezza alle gambe. Lo zenzero può essere utilizzato fresco oppure in polvere. Nel primo caso possono bastare 2-3 cm al giorno. Se si preferisce la polvere occorre non superare il cucchiaino al giorno.

Tisana del dopo pasto: si prepara facendo bollire un paio di centimetri di radice fresca di zenzero ben pulita e mezzo cucchiaino di semi di cumino per 10 minuti in 300 ml di acqua. Si filtra e si beve dopo il pasto.

5. A colazione aggiungiamo la Cannella

La cannella (Cinnamomum zeylanicum) è una spezia in grado di contrastare i picchi glicemici che inducono il corpo a trasformare gli zuccheri in eccesso nel sangue in grasso di scorta a livello addominale.

E’ preziosa a colazione aggiunta ad esempio ai fiocchi d’avena, oppure sulle fette biscottate con un po’ di ricotta e marmellata. Sono sufficienti 1-2 grammi al giorno, pari alla punta di un cucchiaino. Inoltre il profumo di cannella ha un’azione calmante sulla fame, soprattutto se dovuta allo stress. Basta una goccia di olio essenziale, non di più poiché è molto potente, in un diffusore o su un fazzoletto da annusare.

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