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Abitudini alimentari: come migliorarle per vivere meglio

Maria Assunta Bordon 1320 Alimentazione

Chi di noi non ha un debole per un piatto o un sapore particolare? Vi siete mai chiesti perché? Preferenze, sì ma anche ricordi, affetti, emozioni e non solo…
Un certo modo di cucinare ed il particolare attaccamento a specifici sapori, fanno parte di abitudini molto radicate in ciascuno di noi.

Nonostante il motivo principale per il quale tutti noi ci nutriamo, ovvero per alimentare la vita, spesso alcune delle nostre abitudini alimentari non si sposano bene con questo obiettivo. Ci sono infatti abitudini che nuocciono alla salute, ne siamo anche consapevoli, eppure non le abbandoniamo perché, ormai esse sono integrata nel nostro modo di essere.

Certi aromi e certi sapori costituiscono, addirittura, delle memorie e sono associati a forti emozioni che, talora ci fanno amare particolarmente un certo cibo, talora ce ne fanno detestare un altro.
Quanti di noi amano un certo piatto proprio perchè cucinato da una determinata persona? A parità di ingredienti e di procedimento culinario, fatto da noi non è la stessa cosa! E questa memoria ci accompagna nella vita e ci fa “gustare” aromi e sapori ormai lontani. Questa è energia che scorre e, anche se non la quantifichiamo in laboratorio, non possiamo negare che esista.

Un’abitudine non può essere stravolta dall’oggi al domani: essa è la nostra principale illusione di “stabilità” in un contesto governato dalla legge imperturbabile del mutamento. Ogni giorno cambiamo e abbiamo bisogno delle nostre abitudini quali punti di riferimento inataccabili.

Siamo consapevoli che nulla è statico, eppure ognuno di noi coltiva dei “rituali” che si ripetono ogni giorno, nello stesso modo e alla stessa ora, per un lungo periodo di tempo. Nel momento in cui, per forza di cose, siamo costretti ad abbandonare quel rituale, abbiamo bisogno di tempo per abituarci a farne a meno o sostituirlo con un altro.

L’ unico modo per abbandonare un’abitudine malsana è raggiungere la consapevolezza che è possibile cambiare direzione a nostro beneficio e diventare protagonisti nella gestione della nostra salute, sperimentare “la novità” e verificare gradualmente che ci fa sentire meglio; in questo modo, un passo dopo l'altro, si potrà sostituire una vecchia abitudine con un’ altra più salutare.

La cucina bioenergetica non è una dottrina da seguire in modo fideistico. Senza consapevolezza e motivazione, qualsiasi cambiamento non potrà essere duraturo, e le vecchie abitudini torneranno presto a galla. La consapevolezza ci guida verso scelte delle quali conosciamo le conseguenze, restando attori delle nostre azioni e artefici del nostro destino.

Ecco l'importanza di coltivare sane abitudini

L'occasione o il giorno di festa possono costituire dei pretesti per interrompere abitudini oramai acquisite senza scatenare grandi disagi. Magari ci sveglieremo con il mal di testa la mattina dopo, o passeremo la notte a bere acqua o, semplicemente, non avremo appetito per mezza o una giornata. Ma se, per abitudine, banchettiamo tutti i giorni, non possiamo aspettarci di godere buona salute per lungo tempo.

Ricordiamoci che oggi molte patologie sono causate da iperalimentazione, eccesso di grassi animali e di zucchero, oltre che dalla cattiva qualità dei cibi.

Il cibo rappresenta il principale strumento di prevenzione, il più semplice e il più a portata di mano, dal momento che ogni giorno dobbiamo mangiare e ciò che introduciamo nel nostro organismo diventa noi stessi.

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