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Alghe: un cibo antico per il futuro

Luigi Gallo 2096 Video Alimentazione

Alghe e microalghe migliorano la nostra alimentazione compensando carenze e disinquinando l’organismo.

A partire dagli anni ’90 del secolo scorso sono state condotte periodicamente varie ricerche epidemiologiche e indagini statistiche per scoprire se gli apporti di nutrienti nella popolazione fossero adeguati. Gli studi evidenziavano diffuse carenze nella dieta corrente di minerali e vitamine che, in ampie percentuali dei soggetti esaminati, risultavano notevolmente inferiori agli apporti giornalieri (RDA) raccomandati1. Ricerche più recenti mostrano analoghi risultati, cioè un generale e preoccupante crollo del potere nutritivo dei cibi, dovuto sia allo sfruttamento agricolo dei terreni sia al trattamento industriale degli alimenti. Ciò ha causato un forte indebolimento del nostro terreno vitale e contribuito, assieme ai fattori sociali e ambientali (urbanizzazione, stress, inquinamento), allo sviluppo delle malattie tipiche del nostro tempo.

Il modo migliore per sopperire a queste carenze è quello di aggiungere ai pasti cibi più antichi che abbiano mantenuto integri nel tempo la loro vitalità e il loro potere nutritivo. Tra questi sono presenti le alghe, che la scienza moderna ha indicato come una delle più valide fonti alternative di cibo per l'umanità del futuro. Esse crescono infatti in un ambiente denso di minerali, che assorbono dal mare e possono cedere al nostro organismo assieme a proteine di alto valore biologico, enzimi, acidi grassi essenziali e un ampio spettro di vitamine. Le alghe non si limitano ad arricchire la nostra alimentazione. Posseggono un costituente importante, l'acido alginico, che non viene digerito e si lega con i metalli pesanti e con elementi radioattivi che abbiamo assorbito dall’ambiente o dagli alimenti, trasformandoli in sali insolubili che vengono poi successivamente eliminati dal nostro corpo. Ci aiutano perciò a restare sani anche in un ambiente inquinato.

Oltre che per l’alimentazione umana, le alghe vengono utilizzate anche come mangime per gli animali e nella concimazione organica dei terreni. Con esse si possono anche produrre sacchetti, recipienti e contenitori, alternativi alla plastica, completamente biodegradabili. Assieme alle alghe marine commestibili, hanno fatto la loro ricomparsa in questi ultimi decenni nutrimenti ancora più primordiali come le microalghe verdi-azzurre, che prolificano soprattutto nelle acque dolci, ed erano considerate dalle popolazioni più antiche nutrienti fondamentali da cui ricavavano forza ed energia. Nell'ambito dei cosiddetti “supercibi”, come germogli, erbe di cereali, prodotti dell'alveare che hanno mantenuto caratteristiche nutrizionali superiori, le alghe verdi azzurre occupano un posto di primaria importanza. Sono infatti, sin dall'inizio della vita su questo pianeta, la base della catena biologico-alimentare e forniscono da sempre l'intero corredo nutrizionale a tutti gli organismi viventi superiori.

Soprattutto la specie selvatica AFA (Aphanizomenon flos aquae), che più di altre – ormai tutte coltivate – è rimasta perfettamente integra e vitale e costituisce oggi la migliore risposta all'impoverimento e alla devitalizzazione dei cibi attuali. Fiorisce da milioni di anni in un lago di origine lavica, continuamente arricchito dalle acque purissime dei ghiacciai e dai depositi minerali dei vulcani che lo circondano, che produce milioni di tonnellate di questo eccellente superalimento: una fonte pressoché inesauribile di energia naturale!

Da essa sono stati sviluppati di recente speciali estratti naturali di cui la ricerca scientifica ha rilevato importanti valenze terapeutiche.

1. Thomas D, A study on the mineral depletion of the foods available to us as a nation over the period 1940 to 1991. Nutr Health. 2003;17(2):85-115

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