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Cibi e disturbo del comportamento nei bambini

Ecco gli ingredienti che mettono sotto stress l’organismo dei più piccoli

Attenzione a ciò che mangiano e bevono i nostri bambini. Un’alimentazione sbilanciata, con troppi zuccheri e cibi raffinati, può portare a dei disturbi del comportamento. Una dieta corretta è certamente buona norma per tutti, ma nei bambini gli effetti negativi sono molto più evidenti.

«Negli ultimi 50- 60 anni -dice il dottor Paolo Giordo, neurologo, omeopata, esperto di nutrizione, autore di molti libri sull’abbinamento fra salute e cibo- la composizione degli alimenti è cambiata drasticamente. Così come è cambiato l’ambiente esterno che ci circonda, abbiamo più inquinamento, e questo ha creato un effetto negativo sul bambino e sul suo neurosviluppo».

Trattandosi di bambini, il suo appello a fare attenzione a ciò che si mangia è quindi rivolto ai genitori.

«Certo. I genitori dovrebbero dedicare più tempo a esaminare ciò che danno da mangiare al bambino. Mi riferisco soprattutto ai più comuni “neurotossici”, come aspartame, glutammato monosodico, caffeina. Spesso i bambini sono utilizzatori di bibite zuccherate, dolcificate, con coloranti. Di recente questi ultimi sono stati incriminati come i maggiori “perturbatori del comportamento”. In Inghilterra hanno già proposto una legge per eliminarli dal commercio. C’è una relazione diretta fra ciò che i bambini mangiano e il loro comportamento. Il cosiddetto “cibo spazzatura” influisce sul comportamento dei più piccoli e sulla loro capacità di avere una modalità di apprendimento normale. E con l’aumento dell’età -aggiunge il dottor Giordo- ci possiamo trovare con giovani che mostrano comportamenti disadattativi, aggressività, deficit di attenzione e iperattività. Le sostanze che ho prima citato sono dette “eccito-tossine”. Sono degli stimolatori ripetitivi delle cellule del cervello che hanno effetti negativi sul bambino, in quanto abbiamo a che fare con un sistema nervoso ancora in formazione, per cui reagisce in modo più catastrofico rispetto a un adulto che ha già delle strutture neuronali più stabili».

Lei ha dedicato vari studi e libri al tema dell’uso eccessivo dello zucchero nei cibi. Lo zucchero è veramente un elemento devastante se usato in modo improprio?

«Il nostro corpo -dice Paolo Giordo- è predisposto per assimilare una quantità molto limitata di zuccheri. Il pancreas, il sistema endocrino, è predisposto a riceverne pochi quantitativi e a un assorbimento lento. Dalla fine del 1800, con la raffinazione degli alimenti, si è fatto questo salto di qualità negativo, inondando il nostro organismo di sostanze che generano uno stress enorme. Stress che coinvolge l’apparato endocrino, l’apparato immunitario e il cervello. La marea di zuccheri con cui noi inondiamo il nostro corpo e quello dei nostri bambini ha creato notevoli problemi e ne creerà di maggiori in futuro, se non vi poniamo rimedio».

Parliamo allora di prevenzione e dieta. Che cosa dovremmo escludere dal nostro quotidiano o limitare?

«Sarebbe molto meglio consumare cibi non raffinati, perché hanno un assorbimento più lento rispetto a quelli che creano un picco glicemico e quindi un picco insulinico. E ancora: ridurre il consumo di pane, pasta, pizza e dolci in quantità eccessiva per le funzioni biologiche del nostro corpo. Specie per quello dei nostri bambini».

Cibi e disturbi del comportamento nei bambini

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