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Cucina bioenergetica in autunno

Roberta Guidi 237 Alimentazione

I principi della cucina bioenergetica ed i suggerimenti per la stagione autunnale

La cucina è un atto d’amore, un processo naturale e fisiologico di nutrimento dell’essere e dell’organismo. In quest'epoca afflitta da inquinamento culturale ed ambientale, da un’industrializzazione massiccia e violenta che ha deturpato, negli anni, la nostra magica e prolifera terra, occorre ritornare a condiderare il cibo e la cucina in maniera diversa.

Il cibo è una delle fonti primarie di prevenzione ed è per questo che voglio svelarvi l’importanza del cucinare considerando l’aspetto energetico degli alimenti senza andare ad eliminare il fondamentale profilo biochimico e nutritivo di essi.

La cucina bioenergetica è un connubio tra l’amore, la predisposizione emotiva che mettiamo nel preparare una pietanza e la valenza energetica dell’alimento in sé. Il nutrimento non è un atto automatico ed involontario, bensì un passaggio di energia che dal cuoco si trasmette al cibo e viceversa. Un’azione dinamica travolta da un turbinio di emozioni ed esperienze culturali, religiose, relazionali. Fondamentalmente ogni piatto in cui noi mettiamo del nostro ha sapore di attimi di vita, ci racconta ciò che sentiamo e proviamo in quel dato periodo storico. Ecco perché la cucina è viva.

Non è possibile avere un piatto che sia uguale nel sapore e nell’odore in giorni o momenti differenti della nostra vita. Ciò accade, purtroppo, in questa epoca in cui si tende a massificare, ad eguagliare ed a standardizzare sapori, colori ed emozioni attraverso la larga diffusione di fast food e catene in cui troveremo lo stesso panino con gli stessi ingredienti e sapori in ogni parte del mondo.

Ogni alimento ha una propria valenza energetica intrinseca e di partenza derivante dall’ambiente, dal terreno e dal periodo in cui nasce, dal sapore, dal colore e possiamo modificare o incentivare questo potenziale energetico attraverso la conservazione, la cottura e gli ingredienti che abbiniamo ad esso come ad esempio spezie, condimenti ecc. In questo modo riusciamo a modificare e a trasformare l’energia di partenza con l’azione del cucinare ovviamente addizionandoci una dose massiccia di nostra energia che faremo fluire all’interno degli alimenti con la manipolazione, la cottura e il rispetto delle tempistiche opportune e della natura dell’alimento in questione, senza deturparlo o denaturarlo.

La cottura è fondamentale per equilibrare le forze contraenti e dilatanti dei cibi, per non privare gli stessi della loro vitalità.

Le radici della cucina bioenergetica sono quelle della dietetica orientale, uno dei pilastri della medicina tradizionale cinese. Secondo quest’ultima gli alimenti hanno peculiarità terapeutiche e curative che vanno ad interagire con la costituzione individuale insita e sull’aspetto fisico, psicologico ed emotivo della persona andando a rienergizzare e riequilibrare laddove sussistano stati di deficit e debolezza dell’energia vitale nel soggetto in questione.

Ad esempio, in questo periodo dell’anno, l’autunno, è associato l’organo Polmone della loggia Metallo. Esso porta i liquidi, l’aria e l’energia vitale verso l’interno quindi tende ad introiettare, a raccogliere. Non a caso è associato alla respirazione secondo il quale principio non potrebbe sussistere. Il sapore legato a questo organo così importante in autunno, dove l’umidità tende ad aumentare, è l’amaro che d’altro canto tende a seccare, eliminando l’umidità in eccesso, ad agglomerare ed irrigidire in quanto sapore Yin astringente.

Questo sapore ovviamente avrà la sua funzione andando verso il basso e l’interno attribuendo anche delle potenzialità evacuative, molto utili come mezzo per eliminare tossine che causano il tipico innalzamento febbrile ad esempio.

Durante questa stagione sarebbe quindi opportuno cuocere sempre ciò che si mangia per conferire ulteriore calore alla pietanza ed eliminare dalle nostre tavole cibi freddi di frigorifero e di natura fredda e rinfrescante.

Cibi tipici e ottimali da consumare in questa stagione sono i cibi dal sapore amaro quindi:

  • tarassaco,
  • rafano,
  • rosmarino,
  • rapa rossa,
  • rapa bianca,
  • cavolo,
  • alcuni tipi di funghi ma senza eccedere
  • come cereale, l’amaranto.

Ricordando che in questo periodo inizierà anche il nostro organismo ad entrare in letargo e, di conseguenza anche le energie corporee tendono a rientrare e a celarsi, vi consiglio un rimedio utilissimo per inserire un cibo tendenzialmente fresco, come la frutta, in modo da poterlo mangiare comunque ma magari con qualche accortezza per renderlo più adatto alla stagione che stiamo affrontando. Una bella coppa di mele cotte a vapore con aggiunta di spezie come cannella e zenzero che, oltre a donare una fragranza unica a questo frutto, aiutano a prevenire quell’eccesso di umidità che spesso in questo periodo si forma nel nostro organismo: muco, infiammazioni, sinusiti, riniti ecc., risulta un dessert delizioso, sano e che sa di autunno.

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