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Inquinamento ambientale: come difendersi

Mario Di Felice  703 Ambiente

Gli effetti dell'inquinamento ed alcune misure per proteggere la propria salute

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L’emergenza inquinamento è uno degli argomenti di cui più si parla in questi ultimi anni; abbiamo città sempre più soffocate dallo smog (creato dal traffico, dagli impianti di riscaldamento, dalle emissioni degli impianti industriali), territori che ogni giorno subiscono attacchi di ogni tipo e che spesso vengono trasformati in discariche a cielo aperto, luoghi dove vengono tombati rifiuti o sversate sostanze inquinanti che avvelenano fiumi, acque e mari.

L'Organizzazione Mondiale della Salute dichiara: “Lo smog uccide ogni anno 5,5 milioni di persone”. Lo confermano i dati più che allarmanti pubblicati in occasione della Conferenza sul clima di Parigi (2015-2016): secondo la nuova relazione dell'Agenzia Europea dell'Ambiente (AEA), l'inquinamento atmosferico continua ad essere responsabile di circa 450 mila morti premature l’anno in Europa (un numero 10 volte superiore a quello per incidenti stradali).

Il “Global Burden of Disease” mette l'inquinamento al 4° posto della classifica dopo l'ipertensione, l'alimentazione scadente ed il fumo. Da qui si evince che l'inquinamento è uno dei principali fattori di rischio per la salute nel Mondo: riduce la durata di vita e contribuisce alla diffusione di gravi patologie quali malattie cardiache, problemi respiratori e cancro.

In Italia si muore di smog molto più di ogni altro paese dell'Unione (90 mila morti premature l’anno). Tra le regioni d'Europa nelle condizioni peggiori, purtroppo, c'è la Pianura Padana, insieme alla città di Londra, ad alcune parti del Benelux e alla zona della Ruhr in Germania. Un terzo della popolazione italiana vive in luoghi dove la concentrazione degli inquinanti è costantemente sopra la soglia di legge (Taranto, Napoli, Caserta, Mestre, Brescia) con costi socio-sanitari altissimi e riduzione della produttività (perdita di giorni lavorativi in tutti i settori). L'Unione Europea ha approvato norme più severe per fare in modo che gli Stati membri riducano in modo drastico l'inquinamento atmosferico (smog), dovuto principalmente a: particolato fine (PM2,PM5), anidride solforosa, ossido di azoto, biossido di azoto, nanoparticelle, ammoniaca, ozono, composti organici volatili. Obiettivo è quello di ridurre di circa il 50% entro il 2030 gli effetti negativi sulla salute dovute all'inquinamento.

La sterilità maschile raddoppia: colpa dell’inquinamento

Secondo uno studio condotto dall'Università di Padova (professor Foresta), negli ultimi 60 anni le "misure" dell'organo sessuale maschile a riposo sono diminuite di circa 1 cm. Cosa ancor più grave aumenta la sterilità maschile: «I casi al limite della fertilità sono veramente aumentati, una volta un uomo produceva 300, 400 milioni spermatozoi per eiaculato ora circa il 30% in meno», afferma il Professor Foresta, direttore dell’Unità di Andrologia e Medicina della riproduzione dell’Azienda Ospedaliera di Padova. E la causa è l'inquinamento ambientale (diossine, pesticidi, metalli pesanti, additivi di plastiche, vernici e detergenti) che ha prodotto e produce alterazioni dell'equilibrio ormonale in due modi: 

  • riducendo l'attività degli ormoni maschili androgeni;
  • mimando l'attività degli estrogeni femminili.

Questo spiega perché sono in corso modificazioni morfologiche del corpo umano, con una tendenza alla femminilizzazione del maschio ed una maschilizzazione della donna. Queste modificazioni, ad opera dell’inquinamento, avvengono già nell'utero materno, con alterazione dell'equilibrio ormonale che riduce l'attività degli androgeni con ripercussioni sulla dimensione di pene e testicoli e sull’orientamento sessuale.

Casa dolce Casa? L’inquinamento indoor

Può sembrare strano, ma quando si parla di inquinamento si pensa sempre all'aria delle grandi città, al traffico e agli impianti di riscaldamento. Poco si dice, invece, sulla qualità dell'aria tra le pareti domestiche, che a volte può essere peggiore se dentro casa ci sono sorgenti che vanno a sommarsi all'inquinamento atmosferico diffuso; è un problema molto importante, visto che passiamo molte ore al chiuso (a casa, a scuola, in ufficio, ecc.).

Gli inquinanti indoor sono numerosi (benzene, polveri sottili, fumo di tabacco, combustione di stufe o camini, prodotti per la pulizia e la manutenzione della casa, antiparassitari, colle, adesivi, solventi, strumenti di lavoro quali stampanti e fotocopiatrici, etc.) e possono essere originati da diverse sorgenti (scarsa ventilazione, vicinanza ad aree ad alto traffico, abitudini, attività svolte all’interno della casa). Il nemico più pericoloso è il benzene, che può provocare la leucemia, e si trova in: 

  • fumo di sigaretta;
  • camini, stufe, candele e incensi;
  • materiali da costruzione utilizzati per la ristrutturazione (pavimenti, rivestimenti, vernici, colle);
  • fumi industriali;
  • zone di trasporto e stoccaggio di carburanti;
  • traffico veicolare.

Come difendersi

Per frenare questo scempio contro il territorio e la morte silenziosa per inquinamento, che causa nel mondo la morte di 1,7 milioni di bambini all’anno sotto i 5 anni, è indispensabile una lungimiranza politica e interventi preventivi sull’ambiente e sulle persone.

Se da un punto di vista ambientale da anni vengono adottate “misure strutturali” e “misure tampone urgenti” (che non risolvono il problema) tipo:

  • mobilità sostenibile e car sharing;
  • trasporto pubblico ecologico;
  • limitazione della circolazione per auto troppo inquinanti;
  • gestione corretta dei rifiuti per evitare la costruzione di inceneritori;
  • una politica energetica che incentivi fonti pulite;
  • ritardata accensione o abbassamento di qualche grado del riscaldamento domestico.

Da un punto di vista della persona non è stata adottata nessuna misura preventiva con compromissione della salute e della funzionalità di vari organi corporei, con comparsa di gravi patologie (tumori, patologie neuro-degenerative, infiammazioni, invecchiamento precoce, sterilità).

kit depur met


Per quanto sinora esposto è fondamentale che ognuno di noi adotti delle soluzioni pratiche ed efficaci contro l’inquinamento. Come molti sanno, il corpo umano è dotato di un’efficace sistema di depurazione dalle sostanze dannose, ma l’elevatissimo inquinamento ambientale nel quale viviamo mette a dura prova la sua capacità detossificante e va in affanno, con il risultato che le sostanze tossiche si accumulano soprattutto nelle aree cerebrali e nel tessuto adiposo (questo è il motivo per cui molti soffrono di problemi neurodegenerativi e sovrappeso). Ad aggravare il carico tossico dell’organismo ci sono poi i trattamenti farmacologici chimici (comprese le vaccinazioni) e tutti gli additivi alimentari e metalli pesanti che troviamo nel cibo che ingeriamo.

Da molti anni mi occupo di Ecologia Corporea, utilizzando e consigliando prodotti specifici in grado di rimuovere dal corpo gli elementi dannosi. In particolare, negli ultimi 2 anni utilizzo con successo il Kit Depur-Met costituito dalla combinazione sinergica di 2 prodotti a base di alghe e piante varie (Algamet gocce e CCK Clean bustine). 

L’utilizzo del Kit Depur-Met per 30 giorni permette di: 

  • rimuovere efficacemente dal corpo tutti gli inquinanti depositati nei tessuti: metalli pesanti (alluminio, arsenico, berillio, cadmio, cromo esavalente, mercurio, nichel, piombo, stagno, tallio, titanio); prodotti chimici tossici (additivi alimentari, ammoniaca, antibiotici, antiparassitari, farmaci vari, chemioterapici, pesticidi, polveri sottili, radioterapia, nanoparticelle presenti nei vaccini); elementi radioattivi (palladio, platino, radionuclidi, rodio, uranio);
  • ridurre lo stress ossidativo e la formazione di radicali liberi in eccesso, responsabili dell'insorgenza o dell'aggravamento di molte malattie come diabete, malattie cardiovascolari, tumori ed invecchiamento precoce;
  • rifornire l’organismo di tutti i nutrienti essenziali per il suo corretto funzionamento (vitamine, minerali, aminoacidi, antiossidanti, acidi grassi essenziali, clorofilla).

Si consiglia di ripetere il ciclo almeno 2-3 volte l’anno.

 

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