COVID-19 e Nutraceutica

Come sostenere il nostro sistema immunitario affinchè risponda al meglio?

Nel momento in cui ci si accorge di essere piombati al centro di una importante pandemia la preoccupazione diventa quella di non infettarsi e di aiutare le persone che amiamo a rimanere in salute.

Siamo stati abituati ad avere delle risposte dal Sistema Sanitario ed oggi siamo spiazzati nell'attesa del farmaco che ci guarirà o del vaccino che ci proteggerà che ancora non c'è.

I media ci caricano di informazioni diverse, di notizie non accertate e c'è una grande confusione generale anche in merito al possibile uso di nutraceutici che possano aiutarci nella prevenzione e nella terapia. Cerchiamo di fare un po' di chiarezza.

Per la prevenzione ricordiamo che il modo migliore per non ammalarsi, oltre a quello di non incontrare il virus e quindi rispettare le distanze e le norme di sicurezza, è quello di tenere il proprio organismo in una condizione di equilibrio. Per mantenere l'equilibrio si raccomanda una vita regolare, cibo sano ed antiinfiammatorio (ricco di vegetali), sonno regolare, movimento per quanto possibile, riduzione dello stress e vita affettiva ben nutrita.

Quali sono le sostenze benefiche che possono aiutarci?

Un articolo pubblicato su Progress in Cardiovascular Diseases il 12 Febbraio 2020 “Nutraceuticals have potential for boosting the type 1 interferon response to RNA viruses including influenza and coronavirus" di Mark F.McCartyaJames J.DiNicolantonio, ricerca le possibili azioni di sostanze benefiche estratte da alimenti funzionali (nutraceutici) sul nostro organismo in corso di infezione da virus a RNA. L'articolo spiega che una sostanza prodotta dal nostro sistema immunitario per inibire la replicazione virale e il contagio, l'interferone 1, viene bloccata dal virus attraverso attivazione enzimatica (ossidasi NOX-2 dipendente) e produzione di perossido di idrogeno, molecola altamente ossidante.

Tutti i nutraceutici che hanno la capacità di interferire con la produzione di perossido di idrogeno (hanno capacità anti-ossidante) aumentano dunque la capacità di produzione di interferone di tipo 1 e sono protettivi contro i virus a RNA. Tra questi annoveriamo la N-acetilcisteina, che sembra avere effetto antivirale oltre che mucolitico, il selenio, lo zinco la glucosamina, l'acido lipoico e il sulforafano (presente nei broccoli).

Il lavoro scientifico cita poi l'azione dei cianobatteri, detti impropriamente alghe azzurre per la presenza di un pigmento verde-azzurro chiamato FICOCIANINA. Ai cianobatteri appartengono la Spirulina e la alga Klamath; entrambe avrebbero capacità anti-ossidanti e stimolanti il sistema immune nella produzione di interferone 1.

La vitamina D?

Cito un documento pubblicato il 25 Marzo 2020 prodotto dal prof. Giancarlo Isaia, docente di geriatria e dal prof Enzo Medico ordinario di Istologia della Università di Torino (“Possibile ruolo preventivo e terapeutico della vitamina D nella gestione della pandemia da COVID-19”); in questo documento si sottolinea il ruolo fondamentale della vitamina D che non si esaurisce nella sua azione sull'osso ma ha a che fare anche con il sistema immunitario; la nostra popolazione è spesso in ipovitaminosi e la ipovitaminosi D aumenta il rischio di infiammazione cronica e ci espone a maggiore rischio di infezione virale; nei malati Covid-19 sembra spesso essere stata riscontrata una ipovitaminosi D. Nonostante ciò l'azione protettiva specifica della vitamina D sul Covid-19 è ancora una ipotesi.

La vitamina C?

Per quanto riguarda la vitamina C di certo conosciamo le sue innumerevoli proprietà tra cui spiccano quelle immunostimolanti; la comunità scientifica non è concorde sull'uso di importanti quantità (oltre i 2000 mg\die) di tale sostanza come integrazione mentre è certo il suo fabbisogno quotidiano con la dieta (attraverso la assunzione di frutta e verdure fresche) data la impossibilità dell'essere umano di sintetizzarla (le dosi necessarie per non incorrere in patologie come lo scorbuto sono di 60-90 mg al giorno, contenute in un kiwi o in una arancia).
La vitamina C in integrazione deve essere assunta più volte al giorno poiché viene rapidamente eliminata dall'organismo; la vitamina C liposomiale essendo inglobata in particelle fosfolipidiche ne amplifica l'assorbimento e la biodisponibilità.

Il ruolo del microbiota intestinale e come sostenerlo

Per ultimo non dimentichiamo che il vero produttore di sostanze benefiche per il nostro organismo (tra cui per esempio il glutatione, un potentissimo antiossidante) è il microbiota intestinale per cui la alimentazione ricca in fibre e povera di zuccheri semplici, di glutine e di grassi saturi lo aiuterà a mantenersi “in forma”.

Cicli di prebiotici probiotici o simbiotici di due o tre mesi insieme ad una dieta adeguata possono aiutarci.

Esiste anche probiotici con spiccate azioni antiinfiammatorie intestinali o nutraceutici a base di colostro o alfalattoalbumina che possono servire allo scopo.

Come vedete esiste tanto che può venire in nostro aiuto, nulla può però sostituire un life-style sano, la dieta equilibrata e il buonumore.

Vi raccomando inoltre di evitare la assunzione di prodotti che non siano raccomandati e certificati per non incorrere in effetti collaterali; il “fai-da-te”in questo caso, può essere pericoloso.

Scritto da Eleonora Lombardi Mistura

Medico, pediatra, omotossicologo, esperta in medicina fisiologica di regolazione e microimmunoterapia in pediatria, socia SIPEF (Società Italiana di Pediatria Fuzionale).

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