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Biocosmesi e filosofia della cosmesi

Salvatore Satanassi 1492 Cosmesi

Un modo nuovo di prendersi cura di se stessi

Una possibile traduzione dal greco di biocosmesi sarebbe “mettere in ordine la vita”. Questo, oltre a rendere certamente stimolante questo argomento, amplierebbe forse in maniera fuorviante quello che noi interpretiamo più semplicemente come abbellire (o, meglio, rendere bello) agendo su aspetti estetici del corpo, dove la parola bio indica sostanze vegetali possibilmente biologiche e l'assenza di componenti poco compatibili alla vita o poco sicuri dal punto ambientale.

Con un po’ di idealismo, si potrebbe pensare alla cosmesi bio come quella che usa la terra, l’olio, l’acqua, le piante, gli oli essenziali, il miele, il sale... non i soliti vasetti chic che sembrano contenere un miracolo, ma elementi che la natura ci fornisce da sempre con una certa semplicità, preparati magari in modo sapiente e moderno: una bio cosmesi del passato e del futuro.

Questa direzione, d’altra parte, sembra perfettamente percorribile, ma la mancanza di tempo e le scarse attenzioni che dedichiamo a noi stessi ci spingono ad affidarci a soluzioni veloci, facili da acquistare e che promettono risultati immediati. Il prendersi cura di sé diventa invece un ingrediente funzionale, se assume i connotati di una sorta di meditazione che ha l'obiettivo di portare energia alla nostra pelle, ai capelli e al corpo tutto. Questo richiede tempo, attenzioni, amore rivolto a se stessi e a ciò che si sta facendo; basterebbero anche solo delle semplici spazzolature sulla pelle per avere risultati molto interessanti. Quello che è pratico e veloce, a volte, è una scorciatoia che non sempre ci porta dove vorremmo; oserei dire che il fine è nel percorso, tanto che il risultato estetico diventa l’effetto collaterale.

Un altro aspetto funzionale che va oltre la chimica è il modo di ottenere i preparati cosmetici, perché questi possono mantenere una memoria e un'energia che tendono a rarefarsi in un prodotto industriale. Il modo in cui si prepara un prodotto, in poche parole, influenza le “buone energie” contenute in esso e le nostre cellule riconoscono questa differenza.
Invece di scegliere ciò che promette una pubblicità, allora, forse è meglio orientarsi su un visione più completa della cura del corpo, che non richiede semplicemente una blanda applicazione quanto piuttosto attenzione, tempo, conoscenza, amor proprio...

La bellezza che emerge da questo modo di fare cosmesi sgorga nella luce degli occhi, attinge alla naturale sapienza antica e moderna di accostare elementi sulla pelle, si manifesta in un uccello che ripulisce il suo piumaggio o un gatto che lecca il proprio manto. Non confondiamo l’estetica con con il bello che traspare dall’anima e dal profondo dell’essere e che si manifesta all’esterno nelle azioni concrete. A dirla tutta, la bellezza è poi qualcosa che non appartiene all’oggetto osservato, ma risiede nella sensibilità di chi osserva.

Gli elementi naturali, così efficaci e traboccanti dello spirito del creatore, se usati con una forma di sacralità, contribuiscono a instillare bellezza ovunque, aprendo il nostro cuore. La cosmesi non è più quindi solo cura estetica attraverso un trattamento, ma supera il valore puramente estetico inseguito fino ad oggi e diviene l’atteggiamento stesso con cui poniamo cura e attenzione alla bellezza, dato che cosmesi significa, come abbiamo già detto, “mettere ordine”.

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