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Che colore scegliere per la cameretta dei bambini?

Samya Ilaria Di Donato  399 Educazione e stili di vita

L'influenza dei colori per mantenere l'equilibrio energetico e psicologico dei nostri bimbi


Tutto è colore... I colori influenzano la nostra vita in ogni momento ed anche quella dei nostri bambini.

Le discipline che studiano il colore come la cromoterapia, le cromo-discipline, e la cromo-simbologia sono quelle che si occupano di studiare gli effetti del colore sull’essere umano.

In particolate i bambini, si sa, sono delle creature che assorbono e riflettono con una sensibilità particolare tutto ciò che è attorno a loro, ed i colori giocano un ruolo importante negli ambienti in cui vivono.

La cameretta deve essere considerata un “ecosistema” funzionale che varia e si trasforma seguendo il ritmo evolutivo del bambino da 0 a 7 anni.

I primi nove mesi della nostra esistenza, la nostra vita intrauterina, viviamo sommersi in una colorazione tra il rosa e il porpora tenue, i quali ci faranno sentire inconsciamente protetti negli anni successivi, soprattutto se non si sono avuti particolari problemi durante il periodo di gestazione. Ecco perché è consigliabile utilizzare, per alcuni giorni dopo la nascita, un velo di questi colori sulla culla. Soprattutto in considerazione del fatto che dopo il terzo mese il bambino inizia a vedere oltre i 30 cm invece le tonalità consigliate per la cameretta dei neonati sono quelle pastello e fredde ( verde, azzurro, lilla) per agevolare sonni sereni. Il verde in particolare è il colore della natura, veicola un senso di tranquillità e pace, l'azzurro, essendo il colore del cielo e del mare, riconduce a sensazioni di relax, di serenità, quiete ed armonia.

Verso i tre anni la cameretta può cominciare a sfoggiare colori più intensi, evitando quelli troppo caldi e accesi, sempre per non creare problemi al momento di dormire. Un’idea è anche quella di colorare in modo vivace le pareti fino a un metro di altezza e da quel punto in su, compreso il soffitto, utilizzare colori freddi e delicati. E per scongiurare, almeno in parte, la possibilità che tutte le pareti diventino la scena di straordinari graffiti, è utile lasciare un angolo di una delle pareti specificamente dedicato alle sue opere d’arte.

La cameretta torna a cambiare intorno ai sei anni, quando il bambino comincia la scuola. Questo cambiamento introduce una nuova attività all’interno della stanza: lo studio. A questo proposito bisognerebbe trarre vantaggio da alcune caratteristiche che i colori hanno sullo studio.

  • È consigliabile evitare una dominante bianca, nera o marrone (o la combinazione di questi tre): la concentrazione, la creatività e il rilassamento fuggiranno a gambe levate, ottenendo un abbassamento delle prestazioni nello studio.

  • Evitare anche la dominante blu perché distrae, favorendo la creazione di castelli nell’aria mentre i compiti attendono.

  • È sconsigliato anche l'utilizzo del colore rosso: agita e crea una sorta di senso di oppressione. Essendo un colore che stimola e vivacizza è consigliabile lasciare il rosso per ambienti in cui serve attivare energia.

  • I colori promossi sono l’azzurro, l’arancione e il verde-giallo che favoriscono l’apprendimento. È chiaro che non significa che il colore scelto debba essere l’unico presente nella stanza. Ecco, a questo riguardo, altre due “regole”: evitare sia il monocromatismo, sia i forti contrasti.

  • Promossa dopo i 6 anni la tecnica delle “pareti ad abbraccio” ovvero 3 pareti di un unico colore (preferendo tonalità calde ma non eccessive) e la 4 parete in un colore più neutro o più delicato in sfumature pastello (beige-celeste-acquamarina-glicine-indaco). Le tre pareti creano l’idea di un caldo abbraccio e donano ai bambini l’effetto di protezione.

L'utilizzo e l'influenza dei colori è, ormai da molti anni, una mia passione, che ho approfondito e studiato il loro potere nei diversi ambiti di applicazione.
L'effetto dei colori non si limita al piano emotivo ma arriva ad influire anche sul piano fisico, chimico, spirituale, emozionale e anche nutrizionale. Si inizia infatti a parlare di cromocucina, ovvero gli effetti che i colori nel piatto hanno sul nostro stato d'animo!

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