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Il Natale

Andrea Aromatico 1714 Video Educazione e stili di vita

Scopriamo il senso del Natale, e della sua più conosciuta rappresentazione: il presepe.

Festa fra le più celebrate al mondo, dove ormai miriadi di significati si sovrappongono a visioni differenti e ricordi, contaminazioni e fusioni mitiche, il Natale resta come sia un momento fondamentale dell'anno. Uno il senso suo più pieno, simbolico, mistico davvero: la nascita, o meglio, l'eterno ritorno.

Sia che lo si approcci infatti dal punto di vista strettamente cristiano, sia che se ne vogliano vedere le sue radici pagane in filigrana legate ai riti del solstizio, è lì che si racchiude la sua profonda bellezza. Nella sacralità della vita che ritorna. Nel ciclo dell'anno e della natura che ripartono.

Già, la bellezza…

L'iconografia nordica, post europea e già americana, prima del mercato, prima della pubblicità, era ed è come sia bella! Come non trovare infatti, assolutamente belli Babbo Natale e le sue renne che con la slitta solcano cieli pieni di stelle su paesaggi innevati?

E naturalmente bellissima, splendida è tutta la grande tradizione cristiana che nella rappresentazione stessa della natività, nel presepe, trova suo culmine sublime in qual si voglia aspetto dell'iconografia occidentale.

Il suo incipit è medievale, la leggenda lo vuole creato a Greccio nella sua forma più teatrale, vissuta, spettacolare. E per opera di una delle figure più incredibili della storia: San Francesco.

C'è a Urbino tuttavia, uno dei più magnifici, significativi presepi del mondo intero. Un autentico capolavoro. Lo dobbiamo alla straordinaria abilità di Federico Brandani, che fra il 1545 e il 1555, nella Cappella di San Giuseppe lo creò a grandezza naturale con figure in stucco dalle squisite forme manieriste. L'ambientazione è una vera wunderkammer -una stanza delle meraviglie- che in piena contiguità col Vangelo di Matteo e con il senso più segreto, ancorché pagano del Natale stesso, ambienta il tutto in una "grotta" (e non in una stamberga!) realizzata con la pomice, aperta tuttavia verso il cielo, dove imperversa in un trionfo di cherubini lo Spirito Creatore.

Alto e basso, spurio e materia, il tutto fuso a creare una meraviglia senza tempo, eterna per l'appunto.

Come se non bastasse, una finestra, anzi un gioco di finestre, atto portare un raggio di sole e solo quello, in un punto particolare della rappresentazione plastica, in un particolare giorno dell'anno: il solstizio d'inverno!

Nulla è per caso, e naturalmente buon Natale a Tutti. In ogni senso.

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