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Le 4 chiavi per insegnare le regole a tuo figlio senza fatica

Roberta Cavallo 4079 Educazione e stili di vita

Relazioni genitori e figli: come insegnare le regole rispettando la natura del bambino

“Se mangi tutto ti do la caramella”

“Ascoltami, mi devi ubbidire!”

“Ti devi lavare i denti…”

“Decido io, adesso si fa così e basta!”

Ti suonano familiari queste frasi?

Chissà quante volte le hai sentite oppure ti stai accorgendo che a volte fanno parte anche della relazione con i tuoi figli. Se i bambini avessero una capacità razionale già sviluppata e un’ottima proprietà di linguaggio, probabilmente ci direbbero (e spesso lo fanno):

“Mamma, basta urlare!”

“Perché mi sgridi? Non l’ho fatto apposta”

“Mamma, invece di ripetere, chiedimi perchè mi sto comportando così!”

Perché noi adulti recitiamo le battute che hai letto poco fa, anche se queste possono risultare controproducenti per la relazione con i bambini?

Soprattutto considerando il fatto che sono anche una fonte enorme di stress per entrambi, figli e genitori: il rapporto si irrigidisce, viene meno la fiducia che aumenta le fragilità di entrambi e le tensioni. Nonostante questo, lo facciamo perché è quello che direttamente (da esperti, riviste, tv, libri, ecc.) o indirettamente (come riflesso incondizionato dell’educazione dei nostri genitori, a loro volta inconsapevoli) abbiamo imparato e assorbito dall’ambiente.

Inoltre, a volte:

  • Vogliamo insegnare ai nostri figli le regole per stare al mondo e crediamo che questo sia il modo più giusto (o meglio, spesso è l’unico che conosciamo)
  • Vogliamo che gli altri pensino bene di noi. I buoni risultati sociali dei nostri figli ci gratificano e aumentano la nostra autostima che spesso è un po' troppo bassa.
  • Vogliamo avere meno problemi possibili da gestire. Abbiamo a volte difficoltà a gestire gli imprevisti, i problemi non sono sfide ma macigni che ci stressano, abbiamo paura di sbagliare, ci sentiamo inadeguati e una soluzione brusca ci sembra in generale la più semplice.

Troppo spesso confondiamo questi metodi con l’”Educazione”. Questi metodi fanno parte dell’istruzione, ovvero di un tentativo di inserire all’interno del bambino, schemi, regole, morale del giusto e dello sbagliato. Educare è invece tirar fuori quello che il bambino ha già naturalmente dentro di sé e senza sforzo.

Sai perché “senza sforzo”?

Perchè tutti i bambini se si sentono amati, compresi e sostenuti, se si fidano e hanno stima di mamma e papà o in generale dell'adulto che si occupa di loro, sono per natura, spontaneamente, socievoli, collaborativi e hanno voglia di cooperare con l'adulto, di imitarlo, di ascoltarlo e di seguirlo.

Ecco dunque per te le 4 chiavi affinchè tuo figlio accetti e impari "le regole" in modo indolore, efficace ma soprattutto rispettando la sua natura:

  1. osservalo e ascolta la sua motivazione profonda: i bambini hanno sempre un motivo valido per fare quello che fanno, fosse anche attirare la nostra attenzione o cercare di esprimere della rabbia;
  2. fai il possibile per gestire la tua reazione emotiva davanti alla sua opposizione: più l'adulto è neutrale e più il bambino sente terreno fertile per essere compreso, si rasserena e si mostra più disponibile;
  3. i bambini imparano per imitazione: fai tu per primo quello che richiedi a tuo figlio e lasciati osservare e imitare;
  4. i bambini vivono e imparano giocando e nella gioia: nulla può essere appreso o eseguito da loro con modi militareschi o autoritari. Se vuoi che "impari le regole" le dovrete mettere in pratica insieme giocando e divertendovi.

Per esempio si può apparecchiare la tavola inventandosi ogni giorno una forma nuova per i tovaglioli, si può riordinare la cameretta vestiti da pirati che puliscono la nave, ci si può lavare i denti con una canzoncina o con il pupazzetto dello spazzolino che arriva in bocca a lucidare i dentini.

I bambini hanno voglia di cooperare e di essere solidali con mamma e papà mentre sono oppositivi quando sentono che la loro natura amorevole non viene rispettata. Ti salutiamo con questa frase affinchè possa essere per te fonte di varie riflessioni:

“Mio padre non mi ha insegnato a vivere.
Semplicemente viveva e mi permetteva di osservarlo”

Clarance B. Kellaud

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