You are here:Home>Benessere>Educazione e Stili di Vita>Oltre i vaccini: investire in salute

Oltre i vaccini: investire in salute

Maria Assunta Bordon 1328 Educazione e stili di vita

La salute passa attraverso la prevenzione primaria e il cambiamento di stile di vita

Statistiche alla mano: le cause di morte in Italia non sono le epidemie ma le malattie degenerative

L’argomento è molto serio e merita di non essere affrontato sotto la spinta di una eccessiva semplificazione, contrapponendo due fronti: “vaccini si” e “vaccini no”. Se lo Stato ha a cuore la salute dei suoi cittadini, come prima cosa si dovrebbe occupare seriamente di prevenzione primaria, al di là dei “conflitti” economici che questo richiederebbe, e non incentrare tutta l’attenzione sulla profilassi tramite le campagne di vaccinazione. Fare prevenzione primaria significa compiere un percorso culturale che inizia nelle scuole, che educa a uno stile di vita corretto, ad una alimentazione equilibrata a base di cibi “sani”, e nel contempo si occupa, concretamente, di abbattere l’inquinamento dell’aria e dell’acque, mettendo al bando prodotti chimici che avvelenano il nostro cibo. Si pongono in secondo piano fattori che tutti conosciamo, ma che facilmente rimangono fuori dalla discussione: c’è un ciclo vitale influenzato dalla qualità dell’aria, da quello che si riversa nei fiumi e nel mare, da ciò che mangiano gli animali, dall’agricoltura e dai prodotti che ne derivano. E quando si leggono le statistiche ISTAT, si nota che le dieci cause di morte in Italia (dati 2014) non hanno a che fare con le epidemie, ma con malattie degenerative. Troviamo malattie ischemiche del cuore; malattie cerebrovascolari e altre malattie cardiache (a cui concorrono diabete, ipertensione, ipercolesterolemia e altre cause legate allo stile di vita); tumori maligni (trachea, bronchi e polmoni); demenze e Alzheimer; malattie croniche delle basse vie respiratorie; diabete mellito. Infine, citiamo il tumore del colon retto e il tumore al seno. Tra i decessi dei bambini (1-14 anni) prevalgono le malformazioni congenite e le leucemie. Gli incidenti stradali rappresentano la principale causa di morte tra 15 e 24 anni, seguita dai suicidi. Nelle fasce di età centrali della vita (25-64 anni), i tumori maligni sono una delle principali cause di morte, dopo le patologie cardiovascolari.

Dati alla mano, si nota quindi che le polemiche, il grido all’emergenza sanitaria, spostano l’attenzione su un fronte improprio. La contrapposizione sul tema dei vaccini ci sta portando a un clima da medioevo, dove è difficile esprimere un’opinione senza essere catalogati, e in caso di dissenso rispetto alla linea governativa, ghettizzati. Il problema non è il morbillo o la parotite. La prevenzione non può essere basata sulla somministrazione di vaccini per malattie, in alcuni casi, di fatto debellate. I bambini di oggi soffrono anche di malattie autoimmuni. Nell'età evolutiva e adolescenziale assistiamo all'incremento preoccupante dell'obesità e della cosiddetta sindrome metabolica. Se veramente si vuole tutelare la salute dei minori e garantire un futuro alla nostra società, bisogna investire grandi risorse sulla prevenzione primaria e sul miglioramento degli stili di vita. Oggi molti genitori hanno un buon livello di cultura, vogliono essere informati e a loro non si può chiedere unicamente di obbedire. Bisogna spiegare. Non si ottiene nulla di buono con la coercizione e le sanzioni. Nel passato si aveva a che fare con la superstizione e l’ignoranza, adesso si ha a che fare con persone colte, che vogliono saperne di più. Hanno il diritto di conoscere e lo Stato ha il dovere di informare.

In questi ultimi mesi si è alzata una voce responsabile che chiede chiarezza e dibattito. Non chiudiamo le porte a chi vuole fare l’eretico del giorno d’oggi: sono scienziati, medici, ambientalisti, persone di studio e ricercatori. Ascoltiamo che cosa hanno da dire. Ascoltiamo le loro proposte, ascoltiamo le loro perplessità e i suggerimenti, perché da un confronto serio nascono i cambiamenti culturali. E’ già in atto un cambiamento di paradigma e non si può far finta di nulla. La medicina non è una scienza esatta. Non è matematica, deve essere aperta ai cambiamenti, se vuole maturare. Questo è il momento di dare spazio a voci responsabili per compiere un salto di qualità in ambito scientifico.

 

Per approfondimenti:

- Scienza e vaccianazioni: aspetti critici e problemi aperti

- Prevenzione primaria e prevenzione secondaria 

Il presente sito web utilizza i cookies per aiutare a migliorare i servizi e le informazioni ai suoi lettori.
Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti ad utilizzare i cookie.
Per saperne di più, conoscere i cookie utilizzati dal sito ed eventualmente disabilitarli, accedi alla Policy.