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Obesità infantile, diabete, ipertensione: le nuove malattie dei giovanissimi

Obesità infantile, diabete, ipertensione: le nuove malattie dei giovanissimi

Cause e prevenzione. I consigli del professor Rino Stuppia

Obesità infantile, diabete, ipertensione. Nei giovanissimi si stanno evidenziando delle patologie prima tipiche dell’età adulta. Che cosa sta accadendo? Medici e ricercatori si stanno occupando del problema e arrivano risposte molto chiare: lo stile di vita e le abitudini alimentari dei giovani e dei loro genitori stanno producendo effetti molto preoccupanti sulla salute.

«Ci sono evidenze -dice il professor Rino Stuppia, docente di Genetica Medica all’università di Chieti- del fatto che fra i giovani che vivono tutta una serie di stress ambientali si sta diffondendo una riposta funzionale da parte dei geni. I problemi nascono in particolare dalle abitudini alimentari errate. E non solo dei ragazzi, ma addirittura dei loro genitori. Se si eredita una ‘disregolazione’ dei geni, perché in famiglia si è stati abituati a una alimentazione sbagliata, questi geni tenderanno a dare una serie di patologie da accumulo, che sono obesità, diabete e ipertensione. Le nuove generazioni tendono ad adattarsi a dei cambiamenti, ma purtroppo questi adattamenti spesso ottengono un risultato peggiore rispetto ai disequilibri che il corpo vorrebbero compensare».

Davanti a queste nuove tendenze in che modo di può intervenire?
«Negli ultimi anni -aggiunge il prof. Stuppia- c’è stato un cambiamento drastico in merito alla qualità dei cibi, al movimento quotidiano, alle abitudini alimentari. La consapevolezza dei genitori e dei giovani deve essere un elemento di primaria importanza per cambiare questa tendenza. Oggi c’è il rischio che si generino delle nuove patologie in età infantile, fondamentalmente legate ai fattori ambientali, all’inquinamento e allo stile di vita dei genitori. Lo stile di vita sta diventando un elemento centrale. L’epigenetica ci ha permesso di capire che ciò che fanno i genitori ha forti conseguenze su quello che saranno i figli e le future generazioni».

Cambiare stile di vita, nella pratica, che cosa significa?
«Innanzitutto fare attenzione a ciò che si mangia. Alcuni prodotti della grande industria alimentare -dice il Prof. Rino Stuppia- possono essere devastanti. Attenzione alle carni: possono contenere gli antibiotici dati agli animali dei grandi allevamenti per non farli ammalare. Sono farmaci che rischiamo di assumere mangiando carni che riteniamo innocue. Farmaci che hanno un effetto disastroso sul nostro microbiota, cioè l’insieme dei batteri che si trovano nel nostro intestino, i quali una volta scompensati generano malattie. Alla lunga, rischiamo che non ci siano più antibiotici in grado di reagire a dei ceppi batterici che avranno acquisito una antibiotico-resistenza, per cui avremo un ritorno delle malattie infettive. Dobbiamo fermarci e riflettere. Prima di arrivare a un punto di non ritorno».

Quindi, più movimento e cibi di qualità possono essere una riposta?
«Dobbiamo capire con che ingredienti abbiamo a che fare. I prodotti biologici seri -conclude il prof. Stuppia- possono costare un po’ di più degli altri, ma ci danno la garanzia di procedimenti che fanno arrivare sulla nostra tavola i cibi migliori. La stessa cosa può valere per i prodotti a ‘Km Zero’. Lo consiglio fermamente: non risparmiamo sulla qualità della nostra alimentazione».

Il professor Rino Stuppia sarà una dei relatori del quinto Convegno Nazionale di Epigenetica che si terrà a Urbino il 5 e 6 ottobre 2019. Il docente parlerà di “Influenze epigenetiche e adattamento all’ambiente nelle future generazioni”.

Per info: www.biosalusfestival.it Contatti tel. 0722/351.420 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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