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Salute del neonato e problemi dell'età evolutiva: un radicale cambiamento dell'approccio alla diagnosi

Valentina 3531 Epigenetica

Grande attesa al Convegno Nazionale di Epigenetica per la professoressa Lucangeli

Ancora una volta dirompente. Daniela Lucangeli, professore Ordinario di Psicologia dello Sviluppo all’Università di Padova, arriverà al Convegno Nazionale di Epigenetica in svolgimento a Urbino il 6 e 7 ottobre con una promessa: «Proporrò un completo rovesciamento del modello di approccio ai problemi del neonato e dell’età evolutiva». La professoressa ha le idee chiare. «Occorre comprendere -dice- che i disturbi in età evolutiva, che siano essi legati all’apprendimento, all’area affettiva, o al neurosviluppo in genere, devono essere presi in considerazione secondo i modelli maturazionali. Per fare la differenza, i pediatri, gli psichiatri, gli insegnanti, devono conoscere molto bene il percorso dello sviluppo neurologico e identificare i punti di ‘vulnerabilità’ dei tempi di sviluppo. Questo significa rovesciare i vecchi modelli. Non dobbiamo più cercare di vedere i sintomi di un disturbo, ma dobbiamo puntare l’attenzione sulla mancanza di alcuni elementi tipici di quella fase evolutiva. Faccio un esempio concreto: intorno ai settanta giorni di vita nel neonato compare un meccanismo fondamentale, ovvero l’intelligenza sociale, che si manifesta nello sguardo e nel sorriso. Quando questo non compare a due mesi e mezzo, il pediatra non deve aspettare una sintomatologia dello spettro autistico, perché la disarmonia rilevata è già un indicatore molto precoce del fatto che l’intelligenza sociale non si sta presentando nei tempi dovuti. Ma il bambino è ancora in una età in cui posso fare qualcosa. Le cellule del cervello hanno ancora una grande plasticità e ne posso influenzare le risposte. Il medico può stimolare il piccolo ad ‘accendere un interruttore’ e aiutarlo a superare le difficoltà. Il problema è che spesso c’è ignoranza sui tempi evolutivi. Non conoscere i tempi maturazionali può portare ad avere dei danni irreversibili».

Quello che lei sostiene apre con grande forza il capitolo della prevenzione primaria.

«Si, e si ricollega all’epigenetica, perché consente di capire come ciò che deriva dal contesto ambientale, sia fisico che umano, può influenzare in età plastica le risposte del cervello».

Quindi, la preparazione del medico e l’inversione di paradigma nell’osservare i problemi consentirebbe di intervenire in modo molto più efficace.

«Certo. Questo -dice la professoressa Lucangeli- è il vero vantaggio della prevenzione. Durante il convegno di Urbino vogliamo dare degli elementi molto concreti per comprendere i tempi evolutivi. Vorremmo dare avvio a un percorso di formazione per tutte le professioni che si occupano di età evolutiva, in modo da insegnare a saper identificare i giusti segnali, nella finestra evolutiva adeguata. Bisogna cambiare mentalità. Faccio un altro esempio: se è tipico che a un anno il bambino debba camminare, se ciò non accade, non bisogna applicare il principio del “prima o poi camminerà”, e attendere. Questa è la vecchia modalità di interpretazione. Ed è particolarmente dannosa, perché implica la mancanza del ‘nutrimento’, dello stimolo adeguato dei circuiti del controllo motorio».

In generale, nel mondo sanitario, quanto sono diffuse le conoscenze che lei cita?

«Si tratta di concetti ben presenti nella letteratura scientifica, ma non sono applicati nelle prassi, sia educative che cliniche. Questo perché siamo stati abituati ad applicare modelli di misura dei sintomi della patologia. I disturbi del neurosviluppo sono disturbi di ‘disprogrammazione’ di un sistema cerebrale, il quale è una struttura vivente che si riorganizza momento per momento, sulla base delle informazioni che riceve. Per il cervello del bambino la capacità di ‘riorganizzazione’ davanti agli stimoli adeguati è enorme. Conoscendo i giusti tempi evolutivi di ogni funzione -conclude la professoressa Daniela Lucangeli- tutto può essere influenzato: il linguaggio, i processi di memoria, l’intelligenza in generale, l’intelligenza numerica, le emozioni».

Evento Correlato

La prof.ssa Lucangeli approfondirà questi temi all'interno del 4° Convegno Nazionale di Epienetica che si terrà ad Urbino il 6 e 7 ottobre 2018.

Per vedere il programma, i relatori, e tutti i dettagli e per iscrizioni vista il sito cliccando qui.

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