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Alghe da premio Nobel

Le attuali frontiere della farmacologia naturale e nutrizionale

Negli ultimi 100-150 anni, anche a causa delle profonde trasformazioni prodottesi nella società e nell’ambiente, abbiamo assistito a un progressivo incremento delle malattie ad andamento cronico-degenerativo nel mondo occidentale. È notevolmente accresciuta sia la morbilità1 che la mortalità per infarti, tumori, sindromi autoimmuni e altre aree patologiche per cui non esistono ancora farmaci o trattamenti medici risolutivi.

Va tuttavia diffondendosi lentamente una maggiore consapevolezza sulla prevenzione primaria basata principalmente sulla cura dell’ambiente e dello stile di vita. In quest’ottica, il tentativo di utilizzare i supporti offerti dalla natura e perfezionati dalla ricerca va nella direzione di rafforzare l’organismo e favorire le sue autonome capacità di autoregolazione fisiologica. Questi sforzi cominciano a ricevere attenzione anche da parte della comunità scientifica, o quantomeno da quella parte più attenta e aperta a una visione olistica della medicina e della salute.

È recente, in questo percorso, la notizia della candidatura di un italiano, il dr. Stefano Scoglio, al premio Nobel per la medicina 2018 “grazie agli studi scientifici e clinici da lui promossi e sviluppati negli ultimi 15 anni, che hanno portato a scoperte rilevanti in aree cliniche nelle quali non c’erano risposte o soluzioni di alcun tipo”, come recita il testo della nomina.

Stefano Scoglio, urbinate di nascita, è il maggior esperto mondiale di microalghe AFA e dei suoi estratti. Ha prodotto, nel corso di una lunga e intensa attività di ricerca, svariati studi clinici, pubblicazioni scientifiche e importanti brevetti a suo nome. Gli studi hanno dimostrato l'efficacia degli estratti brevettati del Dr. Scoglio in disturbi come depressione e ansia, sintomi della menopausa, ADHD, ma anche psoriasi, infiammazione gastrica e intestinale, attività antiproliferativa e, ultimo ma non meno importante, la stimolazione delle cellule staminali neuronali in contrasto alle malattie neurodegenerative.

In particolare, la sua ricerca si è concentrata su sostanze presenti in nutrimenti primordiali che hanno mostrato un’elevata valenza in ambito nutrizionale e terapeutico. La feniletilammina e le AFA-ficocianine.

La Feniletilamina (PEA), chiamata anche “la molecola dell’amore” perché prodotta spontaneamente quando siamo innamorati e felici, è un neuromodulatore molto potente in grado di migliorare significativamente la produzione e il metabolismo sia dei principali neurotrasmettitori, con importanti effetti su umore e attenzione, sia delle cellule staminali neurali prodotte nel cervello. Essa è inoltre uno dei più potenti immunomodulatori, capace di stimolare il rilascio e la circolazione delle principali molecole immunitarie, come le cellule Natural Killer.

Le AFA-ficocianine (AFA-PC) sono potenti molecole antiossidanti e antiinfiammatorie che si sono dimostrate migliaia di volte più efficaci di molecole più note come la quercetina, le catechine e i cannabinoidi. È stato dimostrato inoltre che stimolano il rilascio e la migrazione delle cellule staminali somatiche, tra cui i fibroblasti, veri rigeneratori della pelle e delle membrane.

Queste sono solo due delle decine di molecole attive presenti nelle microalghe cianobatteriche selvatiche, la cui sinergia genera un’azione a 360° sul nostro organismo, con effetti fisiologici profondi sul sistema nervoso, immunitario, metabolico: sia in termini di modulazione che di protezione antiossidante/antinfiammatoria. Grazie all’effetto generale sul sistema fisiologico delle cellule staminali favoriscono il ringiovanimento dei capelli e della cute, così come la riparazione fisiologica delle lesioni dei tessuti, dalla pelle agli organi interni.

La ricerca scientifica che ha portato il dr. Scoglio al prestigioso riconoscimento della Candidatura al Nobel per la Medicina si è focalizzata sull’azione di queste molecole naturali, e sulla loro rilevanza anche clinica in aree come le patologie dell’umore e neurodegenerative, la psoriasi e le patologie autoimmuni, l’ADHD e l’autismo.

Note:
1 La morbilità è il numero dei casi di malattia registrati durante un periodo dato in rapporto al numero complessivo delle persone prese in esame.

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