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Tonifica e purifica, spinoso ma non troppo... il Prugnolo!

Rosa Massari 1017 Fitoterapia

Nel mese di Febbraio continua il monito caro all’Inverno cioè “tonificare e fortificare anima e corpo”, proiettandoci però anche a pensare già alla depurazione, infatti: ultimo mese per i Romani, “Febbraio” era periodo dei rituali di "februus" appunto "purificazione", in onore della Dea romana Febris, divenuta poi con il cristianesimo “Madonna della febbre". Il derivato meristematico di Prugnolo selvatico, di recente introduzione in fitoterapia, ricavato dalle gemme fresche raccolte all'inizio della primavera prima della loro schiusura, ci aiuta in questo doppio intento di tonificazione e depurazione. 

Arbusto letteralmente "ai bordi del mondo", noto anche come "susino di macchia", amante della luce, il Prugnolo occupa sovente i bordi delle strade delimitando sempre e comunque situazioni ben distinte: la strada dal dirupo, il campo coltivato dal pascolo, la zona abitata e custodita dalla zona selvaggia e abbandonata, isolando un luogo e proteggendolo, ricordandoci l'importanza del rispettare il confine! Rustico, impenetrabile ma generoso "guardiano" col suo fitto intreccio di rami e spine offre riparo ad insetti e uccelli.. i soli a poter varcare il suo intricato e periglioso habitat interiore, non a caso lo si chiamava anche "strangolacani"!

Il gemmoderivato PRUNUS SPINOSA è un potente tonico dell’organismo poiché riattiva l'asse ghiandolare ipotalamo-ipofisi-surrene, ciò lo rende il rimedio principe negli stati di energia, convalescenza, superlavoro e stress. La sua azione stimola e sostiene il sistema immunitario, rinforza quello nervoso, interviene altresì sul fronte della profonda detossificazione quando l'organismo può essere debilitato da lunghe cure chemioterapiche, antibiotiche o da altre aggressioni esterne dovute per esempio a danni da inquinamento, metalli pesanti, polveri sottili o postumi da vaccinazioni, che possono insidiare il terreno psico-neuro-endocrino portando a stati di cronicità e profondo affaticamento. L'azione biochimica delle gemme di Prugnolo riattiva il ricambio purinico in caso di gotta e stimola la parte endocrina del pancreas in caso di diabete. Viene usato anche in caso di ipotensione, stati depressivi e distonie neurovegetative, postumi bronco-polmonari e stanchezza primaverile.

Efficace rimedio dell'età pediatrica, favorisce un'armoniosa crescita scheletrica nei bambini gracili correggendo finanche ritardi della crescita, stati di inappetenza o turbe dell'assimilazione del tratto gastroenterico (coliti, meteorismo, disbiosi, carenze di vitamine e minerali). L’organotropismo di Prunus spinosa è diretto anche al cuore, all'apparato circolatorio, al canale intestinale e all'occhio (herpes oftalmico). In misura minore interessa anche cute, polmoni, reni e utero. In estremo oriente Prunus spinosa è considerato simbolo della primavera, della giovinezza, del rinnovamento della purezza e dell'immortalità. Per gli indiani Pawnee era simbolo di fecondità... forse perchè il candore della sua fioritura compare tra le spine dei nudi rami molto prima delle foglie.

Durante una delle vostre passeggiate, ai primi di marzo, sarà il bianco inconfondibile dei fiori del Prugnolo a ricondurvi alla mente il valore di questo arbusto: dalle fitte selve oscure di rovi dall'habitus ancora spoglio e invernale lo vedrete svettare con fascio di luce fiorita che ricorda la purezza della neve!

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