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Dai fiori viene la luce che vince il buio

Laura Bertoni 1586 Floriterapia

Scleranthus: il tormento della scelta

Da una sottilissima e debole radice nasce uno stelo che si ramifica in due parti uguali e siccome nessuno dei due rametti è più forte dell'altro, la pianta risulta stabile e genera un cespuglio.

Ecco che Scleranthus è il fiore che aiuta a scegliere tra due opportunità, quando non si riesce a decidere la via giusta da seguire.

Nell'affrontare la soluzione di un problema ci si trova di fronte spesso a doversi muovere tra due alternative, apparentemente inconciliabili, tra le quali però la scelta è necessaria: il dramma sta come prima cosa nel riuscire a prendere la decisione, e poi nella paura di accorgersi che la scelta fatta è sbagliata e che sarebbe stato preferibile un'opzione di tipo diverso.

Questa doppia possibilità di errore paralizza a tal punto che spesso si preferisce non scegliere affatto sospesi nel limbo delle possibilità, incapaci di assumerci la responsabilità di affermare una qualunque verità; il non intraprendere, il non agire arresta, in questo modo, la possibilità di crescita interiore perché non ci consente di sperimentare e quindi di imparare dalle nostre esperienze. In realtà questo accade perché non si riflette abbastanza sulla grande relatività delle cose del nostro piccolo mondo, sulla loro caducità e sulla brevità del presente.

Scleranthus ci suggerisce che non si deve avere paura di scegliere perché ogni aspetto della vita si trasforma ed è giusto che anche le nostre scelte siano di volta in volta adeguate ai cambiamenti che si verificano, rapide, semplici e, soprattutto, non impulsive ma sicuramente spontanee.

Scleranthus è il fiore che rappresenta, secondo Edward Bach, il padre dei fiori "guaritori" , uno stato emotivo di incertezza e incapacità a scegliere. Questo stato può rappresentare nella vita di ciascuno di noi un momento temporaneo e particolare in cui la necessità di compiere scelte importanti e decisive ci si manifesta come un ostacolo grandioso, superiore alle nostre forze.

E' allora che perdiamo il nostro naturale intuito, la nostra innata e sicura guida interiore, ci sentiamo sbalestrati, senza più un centro, una certezza, un riferimento, un punto d'appoggio che ci possa fare da ancora nella tempesta che stiamo vivendo.

Spesso questo accade quando perdiamo una persona cara, un padre, un compagno o una compagna che ci sapeva aiutare, consigliare e sorreggere nei momenti difficili, oppure quando crollano valori o certezze ritenute indiscutibili e insostituibili: per un momento, allora, il nostro Io vacilla in una nebbiosa e ostile oscurità, piena di misteriosi pericoli e di sirene. E'proprio allora che abbiamo bisogno di Scleranthus...

Per qualcuno, invece, lo "stato" Scleranthus è un modo di essere che non dipende dalle situazioni oggettive ma da una realtà dell'intimo: ci sono persone costantemente insicure e incerte, con una permanente assenza di sicurezza sulla direzione da seguire perché non possiedono la padronanza del "navigatore" interiore che guida il nostro "fuoristrada " nell'esplorazione del mondo.

Si nascondono dietro allo stato dello Scleranthus "cronico" motivazioni legate ad un particolare vissuto, all'educazione familiare, al temperamento personale e, a volte, alla mancata fiducia che gli altri intorno ci manifestano ripetutamente, specie nelle prime fasi della vita. Lo "stato" Scleranthus è dunque caratterizzato dall'incertezza sulle proprie convinzioni, dalla mancanza di concentrazione, dall'alternanza tra momenti di euforia e di tristezza, dalla facilità con cui si cambia idea, dall'incapacità di scegliere tra due possibilità.

Le persone che si trovano nello stato Scleranthus hanno una gestualità a scatti e nervosa; quando si ammalano hanno sintomi alternati, pluridirezionali, la parola d'ordine è la mutevolezza, nelle piccole come nelle grandi cose, nello stile dell'abbigliamento, nel colore dei capelli, nello stile dall'arredamento, nel cambiare spesso amicizie e compagnia.

Fisicamente il tipo Scleranthus può avere problemi al sistema immunitario, patire vertigini, mal d'auto, mal di mare, soffrire di diarrea o stitichezza su base emotiva e manifestare disturbi pressori. Scleranthus, nella sua "virtù negativa", non riesce a decidersi perché è scollegato dal suo sé superiore, non ne sente la guida e non è mai sicuro di ciò che è giusto per lui. All'equilibrio, invece, questo fiore conferisce stabilità nella flessibilità, ci consente di muoverci nella vita senza avere paura del vuoto, regala apertura, padronanza e sicurezza nelle ente.

Scleranthus potenzia la capacità di ascolto del nostro centro interiore che sei scegliere senza incertezze.

SCLERANTHUS NELL'IRIDE

Da un punto di vista iridologico ("Iridologia e Fiori di Bach" Lo Rito, ed. Xenia) potremo riconoscere lo stato Scleranthus da alcune caratteristiche dell'iride tra cui una pupilla che si contrae e si dilata in modo spasmodico, un orlo pupillare interno ondulato è un po' gonfio, una trama diradata con lacune interne al collaretto, radiali biancastre, lacune e diradamenti nella zona esterna al collaretto, presenza di una lunula grigiastra superiore a livello del bordo irideo esterno.

UNA SINGERGIA...CRISTALLINA
Una pietra con effetti rinforzanti sull'attività benefica di Scleranthus è il crisocolla (“Fiori e pietre", Ginger-Sellin-Blersch ed.Crisalide). Di natura microcristallina è di colore verde-blu, questo minerale non riesce a costruire una struttura reticolata interna univoca e perciò raramente produce cristalli. Viene spontaneo, perciò, paragonare la difficoltà di cristallizzazione del crisocolla con la difficoltà di decisione degli esseri umani, superata però dall'unione di verde e di blu che si trovano mescolati nel minerale (cuore e ragione, 4°-5° chakra).

Il crisocolla stabilizza l'umore, mantiene lucida la mente, permette di vedere con chiarezza gli effetti delle proprie azioni.

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