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Iridologia: quando l’iride ti dice come stai

I segni e il colore degli occhi rivelano molte informazioni sulla salute fisica ed emotiva della persona 

L’iridologia è una scienza molto antica: se ne trovano tracce già in alcuni papiri dell’Egitto. Secondo la concezione più classica, è possibile avere informazioni sul tipo di costituzione, sullo stato di salute e sulle possibili malattie a cui la persona può andare incontro attraverso l’analisi della parte anteriore dell’occhio. Tutto questo partendo dal colore e dall’osservazione dell’iride dell’occhio attraverso un apposito iridoscopio. In Italia questi studi sono stati portati avanti da Luigi Costacurta e da Emilio Ratti, l’iridologo presidente di Assiri.
Una variante di questa scienza, più moderna e meno organicistica, è l’iridologia psicosomatica. Portata avanti da Harry Wolf e Danny Johnson negli anni Novanta, si concentra sugli aspetti comportamentali ed emotivi della persona. E mette in evidenza le caratteristiche positive e i punti di forza di ognuno di noi. Fra gli iridologi che seguono maggiormente questo filone c’è Lucio Birello.

Cosa fa l’iridologia

Lo studio dell’iridologia si concentra su 3 aspetti principali:

  • la mappa iridologica;
  • i segni iridologici, come le macchie negli occhi;
  • il “terreno” personale.

In base alle informazioni ricavate è possibile avere indicazioni sulle condizioni anomale dei tessuti. Riesce a identificare eventuali infiammazioni e intossicazioni che possono compromettere la funzionalità degli organi. Così come può dare indicazioni sulla predisposizione genetica verso particolari disturbi.
Va chiarito, invece, che l’iridologia non diagnostica la malattia, così come non è in grado di predire la morte o l’assenza o la presenza di malattie gravi, come il tumore. Ma mira, piuttosto, a restaurare l’energia vitale della persona, così da poter restaurare anche l’energia dei tessuti.

Iridologia: la lettura dell’iride per comprendere i segni

Com’è possibile che dall’iride si possano “vedere” tutte queste cose? È possibile perché nell’iride è proiettato l’intero organismo, al pari di quanto avviene per mani, piedi e orecchie. Nell’occhio arrivano diverse informazioni fornite dai sensori periferici. Inoltre è in grado di convogliare informazioni che riguardano i sistemi simpatico e parasimpatico.
Negli anni, quindi, studiosi e ricercatori hanno posizionato organi, apparati e visceri nell’iride. Per comodità essa viene suddivisa in 12 settori (un po’ come il quadrante di un orologio è diviso in ore). Il settore che va dalle 10 alle 2 legge il sistema nervoso centrale; il settore dalle 5 alle 7 legge gli organi addominali, mentre nei settori centrali laterali (dalle 2 alle 5 e dalle 7 alle 10) sono riflessi il torace e gli organi che ne fanno parte.
Un’ulteriore mappa dell’occhio si può fare dividendo l’iride in 7 centri concentrici partendo dalla pupilla. Ognuno di essi legge un particolare apparato: quello più vicino alla pupilla riguarda lo stomaco; il settimo, in prossimità della sclera rivela informazioni sulla pelle.

I colori dell’iride rivelano la costituzione

Un altro livello di lettura riguarda il colore dell’iride. Che mette in evidenza la costituzione a cui la persona appartiene e, in base ad essa, la sua sensibilità alle malattie.
Qui mi limiterò a dire che le costituzioni sono 3:

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