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Mangiare è un atto di amore

Mangiare è un atto di amore

Attiviamo tutti i sensi

Una ben nota pubblicità riportava come slogan “Fate l’amore con il sapore”, in quanto l’atto del mangiare non può essere ridotto semplicemente ad un apporto di nutrienti volto a far funzionare una macchina, ma implica il coinvolgimento e l’attivazione di tutti i sensi.

Cibo e neuroplasticità

Vedere il cibo, apprezzarne l’odore, anticipazione del suo sapore, prima ancora del gusto, stimola le afferenze che fanno capo al cervello arcaico rettiliano, dove risiedono tutte le funzioni deputate alla sopravvivenza, e da cui partono dei collegamenti verso il Sistema Limbico, implicato nell’integrazione dell’olfatto, nei controlli affettivi di piacere e dispiacere, nelle emozioni. Nello specifico l’Ippocampo è un’area essenziale nel funzionamento della memoria, in particolare quella remota, modulata continuamente in base alle esperienze, un vero e proprio filtro del nostro vissuto e delle emozioni ad esse associate. La continuità neuronale con l’Amigdala genera i ricordi emotivi, questo spiega perché il cibo della mamma non ha eguali!!

Sentiamo il cibo che mangiamo

Non mangiamo unicamente per saziarci, ma per nutrirci.
Siamo presenti a noi stessi attraverso la lentezza, la tranquillità, il rispetto del momento dei pasti.
Siamo grati dei colori e dei sapori.

Le emozioni plasmano di continuo ciò che sperimentiamo come realtà. 

Riconosciamo il diverso lavoro dei singoli denti: gli incisivi tagliano, i canini lacerano, strappano, premolari e molari sminuzzano e triturano, e mastichiamo facendo esperienza della consistenza di ciò che mettiamo tra i denti. I cibi duri e fibrosi richiedono una maggiore stimolazione funzionale, un maggior impegno da parte dei muscoli che muovono la mandibola in avanti, di lato, nel lato controlaterale e ritorno descrivendo un ciclo masticatorio. Pratichiamo 5-6 masticazioni per parte in maniera alternata, spostiamo il cibo a destra e a sinistra aiutandoci con la lingua, e ripetiamo rimanendo partecipi della riduzione del boccone a bolo. Il tempo impiegato per masticare non è mai tempo perso!! I carnivori ingeriscono senza triturare perché il loro apparato digerente glielo consente, l’uomo non può digerire il cibo senza averlo opportunamente masticato, pena una lunga digestione accompagnata da fenomeni di putrefazione. Sentiamo l’appoggio simultaneo dei denti che si portano a contatto per garantire stabilità alla mandibola durante la deglutizione.
Quando siamo consapevoli nell’attimo presente creiamo una visione e un ascolto profondi, i cui frutti sono comprensione, accettazione e amore.
L’equilibrio occlusale riflette un equilibrio funzionale ed emotivo personale, per questo ogni volta che ci rapportiamo con il cibo abbiamo una grossa responsabilità nei confronti di noi stessi.

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