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L'approccio olistico alla ginecologia e ostetricia: non chiamatela medicina alternativa!

Le Nove Lune 804 Naturopatia

Verso la medicina integrata nella cura della donna

Lo stile di cura ha subito nel corso degli anni notevoli evoluzioni. Alla medicina scientifica convenzionale che ha dominato pressoché incontrastata la gestione della malattia per molti anni, si sono affiancate prima timidamente poi con sempre maggior forza le cosiddette medicine alternative, in realtà medicine tradizionali portatrici di saperi antichi e mai del tutto dimenticati come la fitoterapia tradizionale, l’omeopatia, la medicina cinese.

A questa definizione di medicine alternative, intese come contrapposte alla “medicina soppressiva e coercitiva“ si è giustamente sostituita quella di medicina olistica.

Olos significa globale, omnicomprensivo, e quindi questa definizione ingloba tutti gli approcci, compreso quello classico scientifico, con particolare attenzione agli aspetti psicologici, biografici e sociali della persona. In un certo senso si contrappone alla visione superspecialistica e parcellizzata che vede sempre e solo la malattia e mai la persona malata.

Attualmente il ricorso alle medicine non convenzionali è esploso divenendo un fenomeno sociale non indifferente, svelando la grande esigenza di essere presi in carico da parte di chi cura, in modo globale, rispettoso della individualità che tutti ci caratterizza.

La medicina integrata attualmente si riferisce quindi a uno stile nuovo, non contrapposto ma collaborante con la medicina ufficiale, laddove necessario.

Una patologia grave con un danno d’organo, indicherà il ricorso prioritario a terapie convenzionali (chirurgia, farmaci salvavita) mentre la presenza di patologie disfunzionali o croniche potrà beneficiare del ricorso a terapie complementari come l’omeopatia, la fitoterapia o l’agopuntura le quali lavorano sul ripristino della funzionalità del sistema mente/corpo senza intenti soppressivi.

Per un ginecologo, fare medicina integrata significa, in pratica, diventare il “medico” della donna a volte il primo medico di riferimento in quanto ogni sintomo non viene visto come a sé stante ma inserito in un sistema che comprende tutto il corpo e focalizza i collegamenti che esistono tra l’apparato genitale e gli altri organi.

Ogni fase della vita di una donna implica il coinvolgimento di aspetti fisici, il corpo cambia, evolve, muta le sue abitudini, e gli aspetti psico/emozionali si intrecciano continuamente e costituiscono il “clima energetico“ che può produrre un sintomo o una malattia.

La menopausa ad esempio è una tappa biografica che coinvolge il corpo, la mente, i desideri e gli organi del corpo femminile, ogni donna avrà la “propria“ menopausa e necessiterà di un approccio attento e personalizzato, rispettoso delle paure, delle ansie e degli eventuali punti focali di disagio fisico.

Quindi la terapia sarà diversa da donna a donna, verrà discussa insieme al medico al fine di cercare l’equilibrio terapeutico corretto per le esigenze della persona, per risolvere i problemi e cancellare pregiudizi e paure.
In questo contesto il benessere è il raggiungimento di un equilibrio tra forze contrapposte e il medico integrato diventa un interlocutore e un collaboratore: la malattia è un processo che parte dallo stato energetico della persona per poi passare ai livelli biochimici ed epigenetici e poi alle alterazioni cellulari, tissutali e infine d’organo.

La medicina integrata non è altro, in fondo che una “medicina pensante“, individualizzata e in possesso di più strumenti e approcci al mantenimento della salute e alla risoluzione dei problemi che hanno portato alla malattia.


Dott.ssa Giovanna Rossi, Ginecologa Omeopata

Laureata in medicina e chirurgia presso l’Università di Bologna, dal 1980 lavoro come ginecologa presso il centro per la Salute della donna Agorà di cui sono Presidente. All’approccio medico classico ho affiancato la conoscenza dell’Omeopatia, della Fitoterapia, e gli aspetti psicologici della donna. 

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