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Stitichezza: rimedi naturali

Perchè ne soffriamo e come liberarcene senza ricorrere a lassativi

Meteorismo, pesantezza addominale, difficoltà nell'espulsione delle feci, sensazione di incompletezza nell'evacuazione e dolore localizzato nel tratto intestinale sono i sintomi fisiologici tipici della stipsi o stitichezza, uno dei disturbi più diffusi che interessa l'intestino crasso.

Colpisce più di dieci milioni di italiani sopratutto donne. Molti di coloro che soffrono di questo disagio ricorrono a dosi massive di lassativi in via orale o in somministrazione rettale, con il rischio di incorrere nelle svariate controindicazioni che derivano dall'uso protratto di questi farmaci. In primo luogo l'ipopotassiemia, condizione di insufficienza di potassio nel sangue che in casi gravi può portare al decesso. 

Come ritrovare la regolarità intestinale senza farmaci.

Come si può intervenire per debellare tale disagio e ritrovare la propria regolarità intestinale senza dover ricorrere a rimedi chimici? La medicina complementare ci viene incontro proponendo molteplici soluzioni. I trattamenti più diffusi sono: la fitoterapia, che prevede l'utilizzo di piante officinali con effetti purganti quali l'aloe, la malva, il rabarbaro e la senna; l'impiego di una corretta alimentazione basata sul consumo regolare di alimenti ricchi di fibre come i cereali integrali e i legumi; l'idrocolonterapia, una pratica che permette lo svuotamento completo del colon tramite un apposito apparecchio dotato di sistema idraulico, tecniche di respirazione diaframmatica controllata che consentono di effettuare una sorta di delicato e profondo massaggio agli organi interni compreso l'intestino e la digitopressione che consiste nella stimolazione di punti specifici dell'agopuntura con tecniche di manipolazione.

L'approccio della metamedicina. 

In questo articolo vedremo un trattamento per la cura della stipsi, peculiare rispetto a quelli precedentemente indicati, introdotto dalla Metamedicina: approccio salutistico fondato dalla biologa e psicoterapeuta Claudia Rainville, la quale considera ogni sintomatologia fisica un messaggio di natura psichica che il nostro corpo vuole comunicarci attraverso sensazioni che noi percepiamo sgradevoli.

Nel caso specifico, la stipsi, dal greco styphein 'stretto', indica proprio una tendenza a trattenere, ossia a restare legato a questioni del passato, persone, oggetti, vecchi pensieri inutili e credenze limitanti che non sono più consone ad apportare un benessere psicofisico nella quotidianità. Consiste in una vera e propria difficoltà nel lasciar andare certe situazioni che attualmente si rivelano dannose e obsolete ostacolando l'ingresso, nel proprio vissuto, di novità che apporterebbero sicuramente un accrescimento personale e spirituale.

Uno dei tratti distintivi di uno stitico è la cantina piena di oggetti che appartengono al passato, che egli conserva gelosamente perchè potrebbero sempre essere utili in futuro o mantenere in vita una relazione sentimentale per la quale non si prova più alcun interesse, per paura di rimanere solo. Con questo atteggiamento di resistenza non solo si impedisce di ricevere novità ma viene ostacolato anche il lavoro dell'intestino di liberarsi dalle scorie. Così come la mente trattiene, anche il colon stringe a sé ciò che andrebbe rilasciato.

Un consiglio per riportare l'intestino a svolgere il suo lavoro regolarmente è quello di prendersi del tempo per eliminare tutti gli oggetti che non vengono utilizzati da anni e gettarli nei rifiuti o darli in beneficienza, oltre a prendere le distanze da rapporti interpersonali che non ci portano alcun giovamento anzi sono fonte di sofferenza; e provare ad accogliere con entusiasmo le novità che si rivelano sul nostro cammino. - Il legame tra stipsi ed emozioni - Chi soffre di stipsi rivela un'altra problematica che interessa la sfera emozionale: teme di far emergere sentimenti inconsci che possano pregiudicare i rapporti sociali. Questo suo comportamento gli conferisce un aspetto molto formale e controllato nell'intento di dare un'immagine di sé pulita; ma interiormente, la sofferenza emotiva repressa trova sfogo nella tensione addominale. In questo caso, sarebbe utile provare a dar voce alle proprie idee esprimendo il personale modo di vedere la vita, nella consapevolezza che in ogni persona vive un proprio mondo e il fatto che qualcuno non condivida alcuni aspetti di noi, non significa che siamo sbagliati ma che interpretiamo la realtà in modi differenti. Bisognerebbe consentire a ciascuno di essere libero di esprimere le proprie decisioni e agire secondo il proprio sentire, senza prenderla sul personale. Alla luce di quanto detto, perchè non provare a lasciar andare il passato e lasciarsi andare accogliendo il nuovo che arriva? 

Quindi, in caso di stipsi, prima di imbottirsi di lassativi, ricordiamoci che, per mantenere nel tempo una corretta evacuazione, é di fondamentale importanza prendersi cura della psiche, rivedere determinati meccanismi mentali che ostacolano la manifestazione della propria personalità e uscire da situazioni che non recano alcun giovamento.

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