You are here:Home>Medicina Naturale>Omeopatia>Influenza stagionale: tutte le strategie per affrontarla

Influenza stagionale: tutte le strategie per affrontarla

Gino Santini 160 Omeopatia

Dai vaccini ai rimedi omeopatici e fitoterapici

L’influenza costituisce un problema atipico nel mondo delle malattie infettive, perché rappresenta una patologia che ognuno di noi può sperimentare più volte nel corso della propria esistenza, indipendentemente dallo stile di vita, dall’età e dal luogo in cui vive. Rappresenta comunque un problema con aspetti importanti, perché in tutta Europa ogni anno circa 40.000 persone muoiono prematuramente a causa di un attacco influenzale, il 90% dei quali con un’età superiore ai 65 anni.

Strutturalmente il virus dell’influenza è un ortomixovirus a RNA caratterizzato da una superfice ricoperta da due tipi di glicoproteine, emoagglutinina (HA) e neuraminidasi (NA), che costituiscono il mezzo principale con il quale il virus aderisce alla cellula della mucosa respiratoria. La notevole varietà presentata da tali glicoproteine costituisce uno dei principali problemi che rendono molto difficile prevenire le epidemie influenzali che stagionalmente si presentano durante il periodo invernale.

Esistono tre tipologie diverse di ortomixovirus: il tipo A, il più diffuso e causa di epidemie e pandemia, in grado di contagiare non solo l’uomo ma anche animali (maiali, cavalli e uccelli); il tipo B, che contagia l’uomo con infezioni meno gravi; il tipo C, che causa patologie di lieve entità se non addirittura asintomatiche.

Quando un individuo viene infettato dal virus dell’influenza è possibile notare una serie di sintomi che caratterizzano l’infezione, ad esordio improvviso e interessamento di tutto l’organismo dopo un periodo di incubazione variabile da 18 a 72 ore: la sintomatologia è essenzialmente respiratoria, accompagnata da tosse e astenia. La contagiosità persiste dal periodo di incubazione fino a due giorni dopo la comparsa dei sintomi.

L’influenza stagionale rappresenta un problema per tutta una serie di motivazioni:

  • la si può ritrovare in ogni angolo del pianeta;
  • la capacità di infettare gli individui è molto elevata;
  • come già detto il virus influenzale è caratterizzato da un’alta variabilità antigenica, che ne rende impossibile l’attivazione di una risposta immunitaria persistente e valida;
  • alcuni animali, soprattutto volatili, maiali e cavalli, rappresentano degli idonei “serbatoi” di raccolta e di diffusione del virus, che quindi può ripresentarsi ogni anno con caratteristiche diverse per possibili “rimescolamenti” con il genoma virale di tali elementi;
  • le complicanze possono essere molto pericolose per un individuo che non riesca ad attivare una efficace difesa immunitaria.

In seguito a ciò è stato istituito su tutto il territorio nazionale un sistema di rilevamento costituito da 900 “medici sentinella” denominato InfluNet che ci permette di conoscere giorno per giorno diffusione e intensità del virus.

Negli anni passati si sono verificate diverse pandemie, la più famosa delle quali è la Spagnola (virus A H1N1), avvenuta nel 1918, causa di oltre 50 milioni di decessi; altre pandemie si sono verificate nel 1957 (Asiatica, virus A H2N2)) e nel 1968 (Hong Kong virus A H3N2), con un numero di decessi sempre elevato ma sensibilmente inferiore. La notevole incidenza di diffusione della Spagnola solo recentemente è stata ricostruita con l’individuazione dei motivi che ne hanno determinato l’estrema contagiosità (Worobey et al., 2014), dovuta a una serie di coincidenze negative che si sono sovrapposte e che hanno preparato un terreno fertile per questa tipologia virale.

Un notevole contributo alla conoscenza del virus dell’influenza lo si ottiene dall’attenta analisi delle epidemie passate; lo scorso anno l’influenza ha avuto una diffusione medio-alta, in netta controtendenza con quella dell’anno passato: con un’incidenza di 87 casi per 1000 individui e con 160 decessi, l’epidemia influenzale della stagione 2017/2018 si posiziona ai livelli alti, avendo colpito quasi 9 milioni di individui, probabilmente per una errata stima della composizione vaccinale trivalente, a differenza della copertura della vaccinazione quadrivalente che invece si è confermata molto più efficace. A questo proposito è utile ricordare come la vaccinazione convenzionale costituisca il primo mezzo di prevenzione dell’influenza e preveda un largo utilizzo del classico vaccino trivalente, che quest’anno risulta essere composto dallo stesso ceppo A dell’anno passato, mentre sono stati sostituiti l’altro ceppo A e il ceppo B, secondo quanto raccomandato dall’OMS il 21 febbraio scorso. La vaccinazione viene offerta attivamente e gratuitamente a tutti gli individui che, per le loro condizioni personali, corrano un maggiore rischio di andare incontro a complicanze nel caso in cui contraggano l’influenza. La lista delle categorie a rischio è piuttosto affollata e comprende:

  • bambini con malattie neurologiche e neuromuscolari;
  • adulti con neoplasie in atto o pregresse;
  • gravidanza al II/III mese nel periodo epidemico;
  • malattie croniche dell’apparato circolatorio;
  • malattie croniche dell’apparato respiratorio (asma);
  • malattie renali con insufficienza renale;
  • diabete e altre malattie metaboliche;
  • malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie;
  • infiammazioni croniche e malassorbimento intestinale.

Al di sopra dei 9 anni di età una sola dose di vaccino e sufficiente per tutte le età, mentre bambini con meno di 9 anni e mai vaccinati devono assumere due dosi di vaccino a distanza di quattro settimane. La somministrazione avviene per via intramuscolare (in genere a livello del deltoide); il vaccino deve essere conservato tra +2°C e +8°C (non deve essere sottoposto a congelamento) e il trasporto deve avvenire con un contenitore con elemento refrigerante. Le categorie alla quale la vaccinazione antinfluenzale non può essere somministrata comprendono i lattanti (età inferiore a 6 mesi), tutti coloro che hanno manifestato una reazione allergica grave a una precedente vaccinazione, nel caso di una malattia acuta in atto di media o grave entità (aspettare), nei portatori di una sindrome di Guillain-Barré (a titolo precauzionale). Nessuna controindicazione, al contrario, a epidemia iniziata e nessun problema con allergie ad albume,
con malattie acute di lieve entità e allattamento.

Per tutti i casi in cui non sia possibile o desiderabile effettuare la vaccinazione antinfluenzale convenzionale, e comunque per incrementare in modo notevole e vantaggioso la diffusione di una prevenzione completa e corretta o per un trattamento acuto che velocizzi tempi di recupero, per il paziente sono disponibili diverse branche di Medicina Integrata, dallo studio costituzionale all’omeopatia, fino alla fitoterapia.

Ricordiamo anche che lavarsi le mani fino a sei volte al giorno riduce del 50% le possibilità di contrarre un raffreddamento e/o una sindrome influenzale.

I rimedi omeopatici 

In campo omeopatico sono disponibili diversi medicinali che, se utilizzati in pazienti con sintomatologia iniziale si dimostrano particolarmente efficienti e non richiedono i numerosi criteri di individualizzazione che in genere caratterizzano le prescrizioni dei rimedi omeopatici.

  • Il Gelsemium può essere utile con una febbre alta a inizio progressivo e un coinvolgimento del sistema nervoso con brividi, tremori e sudori; in genere il paziente non ha sete e lamenta stanchezza e indolenzimento.
  • Il Rhus toxicodendron viene spesso utilizzato in seguito ad una particolare intensità dei fastidi osteo-articolari con rigidità articolare dolorosa; Rhus caratteristicamente peggiora con l’immobilità e migliora con il movimento lento e continuato: il paziente si mostra particolarmente prostrato e agitato.
  • Opposto a Rhus troviamo Bryonia alba, che invece migliora con l’immobilità e peggiora muovendosi; sudorazione profusa e sete intensa completano il quadro sintomatologico, spesso accompagnato da cefalea e tosse congestizia.
  • Completano il quadro dei possibili medicinali omeopatici acuti da utilizzare in caso di influenza Eupatorium perforatum, che unisce alla classica sensazione di “ossa rotte” dei dolori oculari e una sete intensa, e Ferrum phosphoricum, qualora fosse presente pallore, congestione, intensa astenia e flogosi intensa delle prive vie respiratorie.

Un discorso a parte meritano i COMPLESSI con sostanze omeopatizzate, ovvero medicinali composti da più rimedi in armonia farmacologica, in genere ad altissima dinamizzazione. L’Influenzinum, ovvero il ceppo della probabile epidemia influenzale prevista, a dire il vero viene utilizzato per azione isopatica sui sintomi influenzali non respiratori, mentre per l’Anas barbariae viene presa in considerazione un’azione immunostimolante aspecifica convalidata da una serie di pubblicazioni scientifiche che ne avvalorano l’evidenza clnica. In tali complessi non è infrequente trovare anche dei nosodi sempre a dinamizzazione medio-alta, ovvero dei medicinali omeopatici provenienti da materiale infetto che ovviamente non può essere causa di infezione per il trattamento farmacologico al quale viene sottoposto. Fra questi ricordiamo la Klebsiella pneumoniae e la Branhamella catarrhalis, oltre a diversi ceppi di streptococchi e stafilococchi.

Rimedi Fitoterapici per le influenze stagionali

In ambito fitoterapico è possibile utilizzare, da sole o in combinazione con altre sostanze, alcune Tinture Madri:

  • la Plantago lanceolata presenta un’azione decongestionante, antinfiammatoria, mucolitica e antisettica, principalmente a livello delle vie aeree superiori;
  • la Sambucus nigra è caratterizzata da un’azione diuretica e sudorifera, di notevole aiuto per modulare queste reattività tipiche delle sindromi da raffreddamento;
  • l’Uncaria tormentosa è uno stimolante e immunomodulante, che presenta un’azione clinicamente dimostrata degli alcaloidi che contiene sul numero di linfociti totali e sull’aumento di citochine quali l’Interleuchina 1 e l’Interleuchina 6.
  • Non secondarie, come aiuto a complemento dei rimedi elencati finora, anche l’Eucalipto, con i suoi effetti secretolitici ed espettoranti, e la Poligala senega, che presenta un ruolo specifico nel trattamento della tosse secca non produttiva.

Evento Correlato 

Il dott. Gino Santini, medico, omeopata, docente di Medicina Integrata all'Università di Siena, Direttore dell'Istituto di Studi di Medicina Omeopatica, terrà un incontro a ingresso gratuito Venerdì 09 Novembre 2018 alle ore 18:30 a Rimini dove approfondirà questi temi.

Per maggiori dettagli ed iscrizione, vedi la scheda dedicata all'evento cliccando qui.

Il presente sito web utilizza i cookies per aiutare a migliorare i servizi e le informazioni ai suoi lettori.
Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti ad utilizzare i cookie.
Per saperne di più, conoscere i cookie utilizzati dal sito ed eventualmente disabilitarli, accedi alla Policy.