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Il problema della dermatite atopica nei bambini

Cosa significa, come alleviare i sintomi e come evitare di peggiorarli

La dermatite atopica (DA) nasce da una condizione infiammatoria cronica recidivante ed è espressione di una atopia, cioè di una predisposizione alle sensibilizzazioni allergiche.

Gli studi scientifici condotti negli ultimi decenni hanno rivelato che nei soggetti affetti da dermatite atopica c'è in primo luogo carenza, nella pelle, di una proteina, la FILAGGRINA, che mantiene l'acqua nello strato esterno (epidermide) ed esiste sistematicamente uno sbilanciamento immunitario a favore del braccio “allergico” (TH2) del sistema.

La pelle affetta da questa malattia è secca e pruriginosa; spesso i bambini sono irritabili e colpiti da infezioni batteriche a causa del grattamento. Le regioni più colpite sono le zone prive di peli e le pieghe cutanee (collo, regione retroauricolare, pieghe dei gomiti, scavo popliteo).
Per fortuna, non sempre le manifestazioni cliniche sono severe poiché la dermatite atopica può manifestarsi con livelli molto differenti di gravità da bambino a bambino.

In Pediatria la dermatite atopica è molto frequente e colpisce tra il 6 e il 20% dei bambini; nel 95% dei casi, i segni clinici si presentano entro i primi 5 anni di vita. Il 30% dei bambini in età prescolare manifesta anche allergie alimentari come quella all'uovo, al latte o alle arachidi; nelle forme gravi aumenta anche il rischio di asma e rinite allergica.

Nel caso in cui i sintomi siano lievi l'unico accorgimento da tenere è quello di idratare la pelle tutti i giorni e di usare prodotti di qualità per la pulizia e per la prevenzione, utili anche gli oli, per la cura esterna.

Nei bambini che tendono ad avere la pelle secca ed irritata è sconsigliato il lungo bagnetto giornaliero con prodotti che fanno schiuma; meglio un bagnetto breve con prodotti oleosi, che nutrono la pelle. Se si frequenta la piscina con il bimbo piccolo, è importante sapere che l'acqua clorata può peggiorare la secchezza cutanea; è sempre necessario, in questi casi, lavare via molto bene l'acqua clorata e ungere molto la pelle del bimbo dopo l'immersione.

I tessuti da prediligere per gli abiti sono il cotone e la seta; la lana è da evitare perché causa peggioramento e produce prurito.

Per chi soffre di dermatite atopica è consigliato il mare, che migliora la secchezza cutanea; per questi bambini, la spiaggia è decisamente più consigliabile della montagna, d'estate.

Il sole è capace di attivare la vitamina D (25OHD), che risulta centrale nel bilanciamento immunitario e che, oggi, viene consigliata dagli allergologi sia ai bambini che agli adulti come supplemento nutrizionale.

L'importanza dell'alimentazione

Il latte materno cura e previene la dermatite atopica e rappresenta sempre una protezione per il lattante; in seguito all'introduzione di cibi solidi, a partire dai 6 mesi, resta di fondamentale importanza per mantenere e limitare i peggioramenti cutanei, anche se non può guarirli. Non risulta utile invece effettuare diete di eliminazione alla cieca anche nei bimbi ai quali non sia stata diagnosticata un'allergia alimentare certa.

Utile per tutti l'uso di acidi grassi insaturi di buona qualità, che si trovano nel pesce o nell'olio di lino; ottime anche le verdure e la frutta di stagione, che contengono antiossidanti come i flavonoidi e i carotenoidi.

Di fronte a un bimbo che presenta dermatite atopica non ci si può fermare alla cura della superficie: la pelle è infatti sempre specchio di condizioni più profonde, sia fisiche che emotive, che vanno riconosciute.

Un occhio di riguardo va dato anche al microbiota intestinale del bambino: la precoce esposizione ai microbi simbiotici è infatti fondamentale per promuovere la tolleranza immunologica. Oggi sappiamo che quello che accomuna tutti i bambini con dermatite atopica nei sui diversi livelli di gravità è una disbiosi con riduzione dei bifidobatteri. Recentemente, si è diffusa la tendenza a usaresostanze dette simbiotici (miscele di probiotici e prebiotici) per il trattamento della DA nel bambino e anche come profilassi durante la gravidanza.

Cosa usare in caso di peggioramento?

La dermatite atopica è una condizione cronica con fasi di miglioramento e di peggioramento; i peggioramenti avvengono nei periodi più stressanti per il bambino, sia fisici (febbre, malattia, dentizione) che emotivi (inserimento all'asilo nido, nascita di un fratellino) e, in fase acuta, il trattamento deve essere più intenso della sola idratazione.

Nei casi di peggioramento si possono usare creme cortison-like ma non ancora farmaci veri e propri; ce ne sono alcune molto utili che nascono dalla fitoterapia e che, spesso, evitano l'uso esagerato dei prodotti cortisonici, che è sempre preferibile limitare.

Solo nei casi di manifestazioni acute importanti, con prurito intenso e segni di grattamento, si dovrà ricorrere alla terapia con cortisonici e antibiotici, necessari ad impedire complicanze (come l'impetigine, ad esempio).

In questi casi si può pensare di rivolgersi anche alla Medicina Fisiologica di Regolazione, che utilizza drenaggi, citochine diluite e nutraceutici ed è in grado di modulare il sistema immunitario per riportarlo dolcemente e fisiologicamente nel tempo verso una condizione di normalità.

 

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