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Bambini e infezioni respiratorie ricorrenti: la prevenzione è la chiave

Eleonora Lombardi Mistura 1180 Pediatria

Le strategie e le buone abitudini per innalzare le difese immunitarie nei nostri piccoli in vista del nuovo anno scolastico

Le infezioni ricorrenti delle vie respiratorie (IRR), quali tonsilliti, bronchiti, otiti, in pediatria sono un problema importante. Riguardano bambini che frequentano per lo più le comunità (Asili Nido, Scuole dell'Infanzia) e comportano infezioni spesso febbrili molto frequenti durante i mesi invernali.

Per le famiglie oggi il problema delle infezioni recidivanti è grave anche perché costringe i genitori a mancare dal posto di lavoro spesso per curare il bimbo malato.

Le cause per le quali nei bambini può evidenziarsi il problema sono più d'una: i bambini hanno un sistema immunitario immaturo, stanno più a contatto tra loro rispetto a noi adulti, possono avere alle spalle una costituzione atopica (cioè essere più portati alle allergie). È importante sapere che il sistema immunitario matura completamente solo dopo l'età infantile; nei primi anni di vita deve fare conoscenza con gli agenti infettanti per produrre le immunoglobuline specifiche.  Ma possiamo aiutarlo. Come? 

Alimentazione

Nascere da un parto naturale ed essere allattati al seno materno per lungo tempo è un aiuto naturale per il sistema immunitario del bambino che viene protetto dalle immunoglobine materne per i primi mesi di vita ed è in grado di produrre un microbiota intestinale corretto.
In seguito una sana e corretta alimentazione, ricca di alimenti vivi e naturali, di verdura, frutta di stagione, cereali e legumi e povera di latte vaccino e latticini e cibi industriali favorisce la salute intestinale. Non dimentichiamoci che il sistema immunitario per gran parte, in tutti noi, è situato nell'intestino. Inutile pretendere che i bambini non si ammalino se non viene data la giusta attenzione a ciò che mettiamo loro nei piatti!

Ambiente e buone abitudini

L'ambiente in cui il bambino è immerso è anche importante: non fumiamo in casa se abbiamo dei bambini, apriamo spesso le finestre per cambiare l'aria, non teniamo le temperatura troppo elevata in casa e non vestiamo troppo i nostri figli.

Buone abitudini per la prevenzione primaria delle infezioni ricorrenti delle vie respiratorie in pediatria è lavare le mani con sapone ai bambini almeno tre volte al giorno e lavare loro il naso con soluzione fisiologica tiepida. I lavaggi, nasali, infatti, permettono di allontanare dal naso muco, catarro, ma anche di ripulire la mucosa delle cavità nasali da eventuali allergeni o virus e batteri e ammorbidiscono il muco facilitando la respirazione (i bambini piccoli respirano solo con il naso).

Lo stress riduce l’immunità in grandi e piccini. Tutto cio’ che altera il ritmo biologico della vita del bambino produce stress e aumenta i livelli di cortisolo facilitando le infezioni. Dare al bambino la possibilità di condurre una vita regolata, ritmata e ripetitiva negli orari facilita l’equilibrio immunitario.

Importante soprattutto che i bambini possano dormire un numero di ore adeguate (almeno 8-10 ore per notte in età scolare) e che dormano senza rumori importanti, televisione accesa, luci. Il momento dell’addormentamento deve essere preceduto da una fase di rilassamento rituale (laviamo i denti, mettiamo il pigiama, ti leggo la storia etc...).

Negli ultimi anni la letteratura ha prodotto prove molto interessanti nei confronti della vitamina D. Impropriamente chiamata “vitamina” in realtà è un ormone che non possiamo introdurre con la alimentazione ma che produciamo con la esposizione al sole. La vitamina D attiva lavora a favore del bilanciamento immunitario per cui è buona abitudine far giocare i bambini all’aperto, alla luce solare, per un tempo sufficientemente lungo (almeno 60-90 minuti al giorno) e far assumere loro una integrazione di vitamina D durante i mesi invernali.

Prodotti specifici per la prevenzione

Per quanto riguarda la prevenzione delle IRR con prodotti specifici, questa si deve iniziare prima dell'ingresso dei piccoli in comunità; buona regola sarebbe farlo almeno dieci-quindici giorni prima dell'inizio dell'anno scolastico.

Si possono usare tanti prodotti, naturali e diversi, a seconda delle esigenze di quel bambino, della sua maniera di ammalarsi. Esistono ottimi fitoterapici, ottimi prodotti omotossicologici e Low Dose (citochine, ormoni, neuropeptidi a basso dosaggio) e buoni simbiotici (probiotici + prebiotici) che, somministrati in sinergia e pensati sulla base delle specifiche caratteristiche del bambino, possono aiutarlo a rimanere in salute. Anche i lisati batterici, strutture batteriche private della parte patogena che servono ad indurre l’organismo a produrre anticorpi specifici, possono essere utili in casi selezionati.

Spesso la strategia vincente è data dall’utilizzo combinato di più prodotti scelti ad hoc. Per scegliere la stategia ed i prodotti più adatti alle specifiche caratteristiche del proprio piccolo è sempre bene farsi consigliare dal proprio pediatra di fiducia.

I giusti tempi di recupero

I genitori devono inoltre sapere che non basterà la terapia se non si consentirà all'organismo del bambino di guarire dagli eventuali episodi con calma, senza pretendere la scomparsa dei sintomi velocemente, senza rientri in comunità troppo rapidi (il sistema immunitario dopo un episodio infettivo ha necessità di venti giorni circa per ristabilirsi!), senza uso scellerato di farmaci chimici, soprattutto antibiotici.

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