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Menopausa e vampate di calore

Paola Marina Risi 609 PNEI

Consigli pratici: come limitare i disturbi e superare i disagi

La vampata di calore è il sintomo più diffuso che accompagna la menopausa. Mediamente può durare alcuni mesi e poi il problema diventa solo un ricordo. Tutto molto naturale. In realtà, per alcune donne questo disturbo della termoregolazione genera disagi crescenti, portando a irregolarità del sonno, irritabilità, imbarazzo quando ci si trova insieme ad altre persone e si è colte da improvviso arrossamento e successiva sudorazione. Se poi si ha una vita carica di stress, il fenomeno delle vampate si può presentare con insistenza nell’arco della giornata, aggiungendo elementi di difficoltà alla scorrere degli impegni quotidiani. Per alleviare il problema le soluzioni sono varie.

«Le vampate di calore -dice la dottoressa Marina Risi, specialista in Ostetricia e Ginecologia, Agopuntura e Medicina Integrata, Vice presidente della Società Italiana di Psico Neuro Endocrino Immunologia- sono generalmente i primi sintomi evidenti, fin dalla pre-menopausa, per poi diventare più consistenti nella menopausa conclamata. Ci riferiamo a una casistica media, perché per alcune donne il problema è inesistente, mentre per altre si prolunga ben oltre i classici 12-18 mesi».

Oltre a un certo fastidio, il tutto è vissuto anche con una dose di imbarazzo. 

«Quando accade di giorno, e ci si trova in mezzo alla gente, non è piacevole. La tipica vampata sale dal centro del petto e arriva al volto, che tende ad arrossire. Quindi si sente calore in tutto il corpo. La donna, trovandosi sotto lo sguardo di altre persone, si sente a disagio. L’improvviso aumento di calore corporeo può essere accompagnata da una sensazione di palpitazioni e una percezione di ansia. Si può ben capire che tutto questo non è piacevole».

Il fenomeno è in ogni caso molto più frequente di notte, e arriva a disturbare il sonno. Qui il caso ha delle implicazioni ancor più negative?

«Normalmente -sottolinea la dottoressa Risi- quando dormiamo la temperatura corporea si abbassa. La vampata da menopausa ne provoca invece un innalzamento e determina un sonno intermittente. A lungo andare questa è la casistica che provoca i disturbi più pesanti, perché ha un forte impatto sulla qualità della vita durante la giornata, nel rapporto con gli altri e sul luogo di lavoro».

Che consigli possiamo dare per alleviare il problema?

«Chi avverte dei disturbi del sonno dovrebbe mangiare il meno possibile a cena, limitare il consumo di grassi, evitare totalmente gli alcolici e limitare molto il caffè. L’alimentazione ha un ruolo fondamentale. Tutti i cibi caldi peggiorano la situazione, i cibi freschi la migliorano: verdure crude, frutta, pesce. Altro elemento da considerare: andare a letto con un abbigliamento leggero e usare una strato di coperte, evitare quindi il piumone, in modo che non appena si sente caldo ci si può alleggerire, eliminando uno strato».

Si può ricorrere anche a delle terapie specifiche?

«Esistono dei prodotti che aiutano molto. Esiste un farmaco a base di estratto di polline che si è dimostrato molto efficace e sicuro: è in grado di agire sul centro della termoregolazione apportando notevoli benefici. Altri rimedi sono i prodotti a base di piante, oppure gli estrogeni vegetali. Altra soluzione molto efficace è l’agopuntura, lo yoga, il nuoto. Solo dopo aver provato tutto questo, se nulla dovesse funzionare, si dovrebbe prendere in considerazione l’idea di una terapia ormonale sostitutiva. Dove la donna lo richieda e non ci siano controindicazioni».

Anche in questo caso, come per altri problemi, l’atteggiamento mentale può aiutare?

«Anche per i disturbi da menopausa -afferma la dottoressa Marisa Risi- elemento centrale della cura dovrebbe essere quello di placare la mente. Ogni donna dovrebbe accettare questa fase di passaggio, la quale non rappresenta qualcosa di grave, è il corso della vita. Non a caso, nello yoga si dice che la vampata deve essere immaginata come “il fuoco divino che sale”. Quindi dà una connotazione positiva. E nello yoga esiste anche una “respirazione rinfrescante”, un modo di respirare che serve per rinfrescare il corpo. La mente ha quindi un ruolo di primo piano».

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