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Osteoporosi, sbalzi di umore e menopausa

Paola Marina Risi 335 PNEI

Prevenzione e situazioni a rischio

Osteoporosi e menopausa. L’abbinamento è noto a tutte le donne, ma non tutte sono a conoscenza dei fattori che possono prevenire e influenzare la fragilità ossea nel momento in cui le ovaie smettono di produrre ormoni estrogeni. Altro sintomo strettamente collegato alla menopausa sono gli sbalzi di umore. E anche in questo caso c’è materia per sconfessare molti luoghi comuni.

«E’ vero -dice la dottoressa Marina Risi, specialista in Ostetricia e Ginecologia, Agopuntura e Medicina Integrata,Vice presidente della Società Italiana di Psico Neuro Endocrino Immunologia- che c’è correlazione fra densità minerale ossea e menopausa. Questo perché abbiamo una notevole riduzione di produzione di estrogeni da parte delle ovaie, e gli estrogeni svolgono una azione stimolante degli osteoblasti, le cellule che inducono la produzione di sostanza ossea. Noi tendiamo a immaginare l’osso come se fosse un qualcosa di statico. Non è così. Si tratta invece di un tessuto in continuo rimaneggiamento, influenzato da molti fattori: la vitamina D, i sali minerali, il movimento in contrapposizione alla vita sedentaria, oltre a una serie di fattori fisiologici che entrano in scena con l’avanzare dell’età».

Vogliamo spiegare il ruolo dei fattori che ha citato?

«Cominciamo dalla vitamina D, la quale favorisce l’assorbimento del calcio a livello intestinale, che verrà poi messo a disposizione anche per il substrato dell’osso. La vitamina D è poco presente negli alimenti. Il nostro corpo la produce tramite l’incontro dei raggi ultravioletti con il film lipidico della pelle. Considerato che molte persone, inclusi i bambini, sono ormai poco esposte alla luce, buona parte della popolazione è in carenza di Vitamina D. Questo è un problema generale, perché si tratta di una vitamina che ha un potente effetto come immunoregolatore e antinfiammatorio. L’attenzione alla salute delle nostre ossa comprende quindi un adeguato mantenimento di vitamina D tramite una esposizione alla luce solare nelle prime ore del mattina o nel tardo pomeriggio».

Anche per l’osteoporosi c’è quindi una possibilità di fare prevenzione?

«Certamente. Ricordiamo che la nostra riserva ossea -dice la dottoressa Risi- la creiamo molto prima della menopausa. La salute delle ossa è molto influenzata dallo stile di vita seguito prima dei trenta anni di età. E’ quindi importante che fin da bambini si faccia attività fisica, ci si esponga alla luce solare e si mangi in modo corretto, perché il tessuto osseo non è composto da solo calcio, ma anche dai minerali, come silicio e fosforo. Le ossa hanno la funzione di sostenere il corpo: se facciamo una vita troppo sedentaria, parte di questa funzione scompare e l’osso perde di consistenza. Anche il fumo è particolarmente dannoso. Altra situazione a rischio è quella di persone che sono sottoposte a terapie che possono indurre osteoporosi. Pensiamo ai trattamenti con cortisonici

Ci sono dei test che ci possono dare un’idea della salute delle ossa?

«Già nella fase di pre-menopausa sarebbe utile ricorrere alle mineralometria ossea computerizzata (MOC), per comprendere da che livello stiamo partendo. Il test va quindi ripetuto all’insorgere della menopausa e successivamente, dopo un anno. La comparazione dei dati ci fornisce il trend della riduzione densità minerale ossea».

Passiamo a un altro problema legato alla menopausa: i disturbi dell’umore.

«Personalmente -afferma la dottoressa Marina Risi- non credo che esita una depressione da menopausa. Il cambiamento ormonale può essere accompagnato da momenti di crisi. Se una donna ha avuto in precedenza degli episodi depressivi, nella fase post-menopausa potrebbe avere una tendenza alla depressione, ma dobbiamo capire il vissuto della persona. Il disturbo dell’umore potrebbe essere causato da un disturbo del sonno, conseguenza della vampate notturne. La fase depressiva potrebbe essere quindi generata da una carenza di sonno. Bisognerà anche valutare se ci sono altre malattie su base infiammatoria che possono indurre la depressione. Occorre personalizzare ogni valutazione».

Ci sono dei consigli da dare per tenere sotto controllo la situazione?

«L’attività fisica è molto utile -dice la dottoressa Risi- così come la corretta alimentazione, le tecniche che si concentrano sul miglioramento dell’equilibrio della mente, sul miglioramento della relazione con se stessi e con altri. In fatto a prodotti specifici, possiamo consigliare l’uso dell’iperico, una pianta ad attività antiinfiammatoria e antidepressiva, che se associata ad altre piante ad azione ansiolitica risulta estremamente efficace».

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