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Manifestazioni psicosomatiche: corpo e psiche

Daniela Salvucci 1848 Psicologia e Spiritualità

Come l'inconscio attiva una risposta fisiologica

L'interconnessione che c'è tra un disturbo fisico e la psiche viene studiata dalla psico-somatica, una disciplina che si rifa alla PNEI (Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia), scienza che studia le relazioni che ci sono tra psiche, sistema nervoso, endocrino e sistema immunitario. In questa lettura l'essere umano viene visto come unità psicofisica inscindibile dove i fattori somatici (biochimici/fisiologici) sono in qualche modo legati a quelli psicologici; mentre spesso nella lettura classica la psiche e il corpo vengono visti come sistemi a sé stanti.

Se si parte dal presupposto che il temperamento di ogni individuo è il risultato dell'influsso che l'ambiente ha avuto sulla sua psiche, e che il carattere è la sua risposta neurormonale, possiamo osservare come la psiche abbia un ruolo fondamentale sulla salute del corpo.

Secondo Freud la psiche ha una struttura simile a quella di un iceberg, dove la parte sommersa è molto più ampia di quella visibile sopra il livello del mare.

Il CONSCIO è rappresentato dalla parte che affiora alla superficie: è l'area della nostra mente dove risiedono tutti i processi di cui siamo consapevoli, quel substrato mentale che ci fa avere la consapevolezza di noi stessi e del rapporto con l'ambiente circostante; è la ragione, parte essenziale della neocorteccia.

Il PRECONSCIO, invece, è rappresentato dalla zona che è subito sotto il livello dell'acqua: è un'area di confine di cui non siamo sempre consci; un serbatoio da cui il conscio attinge quando vuole riportare a galla ricordi, desideri o emozioni che si vogliono rievocare.

L’INCONSCIO, infine, è la parte sommersa: è la zona più vasta della psiche e non è accessibile alla coscienza; il luogo delle pulsioni originarie che spingono ad una loro immediata soddisfazione. Qui sono depositate quelle esperienze spiacevoli o piacevoli che ci hanno in qualche modo segnato; il nostro vissuto fin dalla pancia della mamma di cui non ricordiamo nulla.

Dividendo i tre cervelli secondo la lettura del neuroscienziato Paul MacLean possiamo abbinare il cervello rettile fisico istintivo, che reagisce con ho paura o non ho paura, all'INCONSCIO; il cervello mammifero sede delle emozioni, che risponde con mi piace o non mi piace, all'INCONSCIO e al PRECONSCIO; e infine la neocorteccia, sede delle informazioni cognitive e razionali che risponde con mi conviene o non mi conviene, al CONSCIO.

Sia il preconscio che l'inconscio non riescono a distinguere ciò che  arriva dall'esterno da ciò che proviene dall'interno (registrato precedentemente): essi percepiscono la cosa come se fosse presente e reale e rispondono allo stimolo con degli automatismi.

Facciamo un esempio di come il cervello registra un'azione e come si possono effettuare poi delle risposte psico-somatiche.

Una bambina di tre anni viene portata per la prima volta alla scuola materna. È il primo giorno e non sa cosa sia quel luogo, ma la mamma la lascia dicendole che è un bel posto dove si gioca con tanti bambini. La bimba sente solo paura: quel posto non le piace, piange quasi tutto il tempo e aspetta l'arrivo della mamma. Dopo un po’ la mamma torna, la prende in braccio e le dice che anche se ha pianto è stata una brava bambina; la bacia e le dà delle caramelle. Questo è quanto più o meno succede quasi tutti i giorni nel primo mese di scuola; ma cosa succede all'interno della mente della bambina?

Cervello rettile: ho paura, senso di abbandono.

Cervello mammifero: non mi piace, sensazione di tristezza.

Neocorteccia: mi conviene, riceverò una caramella.

La bambina è cresciuta, conosce un ragazzo che le piace e che la invita ad uscire e accetta. Nell'andare a prenderla, però, il giovane viene trattenuto da un imprevisto (buca una ruota) e le telefona dicendo che avrebbe ritardato. Dopo due ore il ragazzo ancora non arriva; razionalmente (conscio) la ragazza inizia a fare una serie di valutazioni, ma contemporaneamente il sistema limbico (inconscio/preconscio) si attiva e inizia a farle sentire un corollario di sensazioni: agitazione, ansia, paura, senso di abbandono, tristezza, e magari desiderio di dolce.

Il corpo, attraverso la rete PNEI, attua un insieme di sintomi: tachicardia, ipertensione o ipotensione, nodo in gola, tensione muscolare, vertigini, iperidrosi, pollachiuria (aumento della frequenza dell’orinazione), ecc.

Ciò che accade non è altro che l'attivazione inconscia della “richiesta/risposta” registrata da piccola, e ogni qual volta che la psiche richiamerà una “risposta adattiva” nel corpo si creeranno reazioni fisiche.

Negli Stati Uniti, negli ultimi 5 anni, il consumo di psicofarmaci nei ragazzi è aumentato del 100%; in Europa, se si considerano ragazzi e adulti, il consumo è cresciuto del 150%; in Italia per il Censis, che ha messo insieme i dati delle Asl nel periodo 2001-2009, l'aumento degli antidepressivi è stato del 114%.

In conclusione, la psiche e il corpo sono inscindibili e l'uno non può esistere senza l'altro; fare distinzione tra i due, qualsiasi sia la patologia, vuol dire non dare la possibilità al soggetto di intraprendere la vera guarigione.

 

Bibliografia:
Bottaccioli, F. (2011) Psiconeuro endocrino immunologia. I fondamenti scientifici delle relazioni mente-corpo. Le basi razionali della medicina integrata. Red Edizioni, Milano.
Montecucco, N. F. (2010) Psicosomatica olistica. Mediterranee Edizioni, Roma.
Remuzzi G. I giovani e i farmaci, 2015. Disponibile all’indirizzo: http://www.marionegri.it/I+giovani+e+i+farmaci/17117,Comunicati.html
Adnkronos Salute, 2016. Disponibile all’indirizzo: http://www.adnkronos.com/salute/2016/11/03/indagine-disagio-della-psiche-negato-italiani_khcgTgfNmfRjYEnJm7o8rK.html 

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