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La primavera in cucina

Maria Assunta Bordon 814 Ricette del Benessere

Nella stagione del risveglio della Natura il fegato esprime al meglio la propria vitalità e le proprie funzioni. L'energia che durante l'inverno si portava verso la profondità del corpo, ora segue il movimento opposto e riaffiora in superficie.

Nell'alimentazione quotidiana dovremo evitare quei cibi che affaticano il fegato e lo bloccano proprio nel momento in cui ha bisogno di depurarsi a seguito dieta invernale, più grassa e pesante.

 

Sono da evitare eccessi di prodotti animali, cibi elaborati cotti al forno o fritti.

 

E' la stagione delle verdure di campo appena scottate (attenzione a non lessarle e stracuocerle!!), dei ravanelli, delle prime insalitine crude.

Il colore del fegato è il verde: cicoria, tarassaco, foglioline di menta, salvia e le varie erbe di campo.

Un consiglio per qualche ora di relax: fate una passeggiata in campagna con una "nonna" che vi faccia da guida nella raccolta di queste erbette toccasana. Sarà divertente e rigenerante.

Non dimentichiamo di gustare anche il potere armonizzante del sapore dolce (non quello dello zucchero!)ad esempio: carote, fragole e mousse di mele.

E' primavera: tempo di pulizie!

Anche il nostro organismo, in questa stagione, ha bisogno di "pulizia". Il freddo dell'inverno invita a consumare più grassi, spesso di origine animale; il recente carnevale avrà stuzzicato la "goduria" di qualche frittella e altre leccornie, comunque, fritte e zuccherate.

Il nostro fegato risulterà un po' affaticato e, proprio in questa ridente stagione quando è si trova al massimo della sua espressione funzionale, esige che ci prendiamo cura di lui. Il fegato non ha simpatia per tutto quanto è secco e tostato (ad esempio i il caffè) e ama "il colore verde": broccoletti, cime di rapa, tarassaco, erbe di campo. Non "uccidiamo" queste delizie della Natura con un eccesso di fuoco: lessate oltre misura e ripassate con aglio, pepe e sale abbondanti!

Le erbette hanno bisogno di dolcezza: basta scottarle pochi minuti in acqua leggermente salata, condirle con "fili" di olio extravergine. Altri aromi vanno utilizzati con parsimonia. Si sconsiglia il pepe: è un piccante troppo forte e bloccherebbe l'energia del fegato e comprometterebbe anche una regolare funzione intestinale.

Sono ottimi i ravanelli dei quali non si butta via nulla. Il loro sapore leggermente piccante stimolerà i polmoni e le vie respipratorie che ,in primavera, vivono il momento di maggior debolezza.

Le radici bianche dei ravanelli, ben lavate e tritate sono indicate per zuppe e minestroni di stagione che favoriranno anche la "pulizia" dell'intestino.

I ravanelli rossi, o bianchi, possiamo consumarli:

Crudi: tagliati a fettine sottili, da soli o uniti a un'insalata o qualche fettina sottile di mela, conditi un filo di olio extravergine, qualche goccia di acidulato di umeboshi ed un leggera spolveratina di origano.

Scottati: da due a tre minuti in acqua e sale.

Le foglie dei ravanelli saranno ottime crude in mezzo alle insalate o unite, all'ultimo istante di cottura, a zuppe o minestroni.

Una bella pulizia generale dall'intestino al fegato ci farà sentire di buon umore e ci farà godere il meraviglioso risveglio di Signora Primavera.

Crudità di primavera

disponete in una terrina vari ortaggi di stagione tagliati finemente: insalata verde, radicchio, valeriana, foglie fresche di ravanelli, qualche ravanello tagliato a rondelle sottili, una carota o due tagliate a fiammifero, una mela tagliata a fettine o qualche chicco i uvetta passa.

Condire con: olio extravergine d'oliva, due o tre cucchiaini di acidulato di umeboshi, un filo di aceto di mele, una spolveratina di origano.

Pronta per accompagnare un piatto di cereale o, per chi non è vegetariano, del pesce cucinato a vapore con erbe aromatiche.

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