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Riconoscere gli additivi alimentari per evitarli

Riconoscere gli additivi alimentari per evitarli

Nell’articolo “Sai leggere le etichette alimentari?” abbiamo visto una rapida guida alla lettura dell’etichetta, indispensabile per comprendere la qualità di ciò che stiamo acquistando al supermercato. Tuttavia sarà capitato a tutti di leggere dei componenti negli ingredienti di cui non ne conosciamo la natura e non sappiamo decodificare. Potrebbe essere il caso degli additivi. Si trovano spesso infondo alla lista degli ingredienti si possono trovare con il loro nome o con un numero di codice. Con la parola additivo la legge italiana definisce “una sostanza priva di potere nutritivo, che si aggiunge in qualunque fase della lavorazione alla massa o alla superficie degli alimenti, per conservarne nel tempo le caratteristiche chimico-fisiche, per evitarne l’alterazione spontanea, per impartire o esaltare particolari caratteristiche di aspetto, sapore, odore o consistenza” ora ve ne presento alcuni con relativa funzione e eventuali effetti sull’organismo sottolineando che solo un numero limitato di persone è soggetto a reazioni negative causate dagli additivi, ma le più sensibili possono comunque risentirne a livello allergico o da un punto di vista d’intolleranza. Vediamone alcuni:

Acido Ascorbico e acido sorbico-E300 E200- Prevengono l’ossidazione degli alimenti e il loro irrancidimento; Si trovano in birra, marmellate, insaccati, budini, gelatine, numerosi prodotti dell’industria dolciaria, bibite analcoliche, bibite gassate e funghi secchi. I possibili effetti negativi : Carie dentaria, calcolosi renale, irritazione della pelle, intolleranza alimentare.

Polifosfati trattengono l’acqua dai prodotti infatti si trovano nei formaggi fusi, insaccati cotti, budini e carni trattate con assunzioni elevate di polifosfati si possono avere disturbi intestinali ed effetti sul metabolismo del calcio, con osteoporosi.

Gomma Arabica -E414- serve per amalgamare le preparazioni alimentari, può dare effetti tossici a livello intestinale si può trovare in gran parte dei prodotti dell’industria dolciaria

Nitriti e nitrati- E250 E251- colorano le carni di rosso, ma impediscono lo sviluppo del pericoloso clostridium botulinum, responsabile del botulismo. Li troviamo in carni di ogni tipo conservate e preparate; i nitrati sono presenti spontaneamente in numerosi vegetali anche in relazione alla coltivazione con fertilizzanti azotati: un abuso può portare a intossicazione acuta e può provocare vomito.

Tartrazina -E102- serve a colorare in giallo le sostanze come brioches, panettone e biscotti, si può trovare anche in formaggi o margarine. Può dare ipersensibilità, riniti, orticaria, insonnia nei bambini e irritabilità nervosa; può accentuare le crisi allergiche.

Anidride solforosa -E220- è in quasi tutti i tipi di vino, nella frutta secca, nelle marmellate e nello zucchero raffinato, è l’elemento che rende possibile lo sbiancamento dello zucchero; nella produzione vinicola controlla la fermentazione batterica

Carragenina E407 serve per amalgamare e compattare miscele alimentari, quindi la possiamo trovare in maionese, formaggi freschi non filati, prodotti dolciari in genere e nei gelati. Questo additivo ha effetti tossici sull’intestino di tipo ulcerativo

Abbiamo visto che piccole quantità di sostanze chimiche vengono aggiunte ai cibi per ragioni di sicurezza, oppure per migliorarne l’aspetto, per prolungare la conservazione o per facilitarne l’utilizzazione. Tuttavia è stato calcolato che nella nostra alimentazione viene introdotto almeno il 10% in più di additivi alimentari ,rispetto a trent’anni fa e questo potrebbe creare problematiche sul medio lungo tempo in quanto i test di tossicità sugli additivi sono relativi soltanto all’utilizzazione per un tempo limitato. Sarebbe bene correggere le abitudini alimentari orientandosi sempre più su cibi freschi anziché su quelli già preparati.

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