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Tecniche riflesse: origini, indicazioni e principi fondamentali

Sonia Basili 370 Riflessologia

Conservare e ritrovare salute e benessere attraverso la riflessologia

L’organismo è una rete di informazioni e ogni parte influenza e comunica con tutte le altre, di conseguenza ogni indizio o sintomo, anche apparentemente insignificanti, sulla pelle, negli occhi, sulle dita dei piedi e su tutto il piede può essere segno premonitore di uno squilibrio energetico che se trascurato può portare anche all’aggravarsi in un grave problema di salute. Ecco perché riconoscerli, procedere con una buona depurazione e seguire contemporaneamente un regime dietetico ed uno stile di vita salutari ed equilibrati, permette di ritrovare e mantenere vitalità e segni di benessere sia psichico che fisico.

Un buon stile di vita comprende una serie di atteggiamenti e di consuetudini nati dall’ascolto di sé e del proprio corpo e volti al miglioramento di sé come insieme armonico di mente\corpo\psiche.

Fa parte delle buone consuetudini anche quella di avvalersi di trattamenti di Riflessologia: come la Riflessologia Plantare ed Auricolare. La Riflessologia non è solo un mero esercizio teorico né un semplice massaggio rilassante, ma è una grande opportunità per accrescere la consapevolezza del proprio Essere: sulle proprie potenzialità, sul proprio organismo, sulle proprie capacità.

"Sulla punta dei polpastrelli risiede l’immutabile abilità di affrontare le sfide della vita in tutte le diverse fasi dell’esistenza”.

E’ ormai noto quasi a tutti che la Riflessologia ha aiutato l’uomo a conservare o ritrovare salute e benessere fin dall’antichità: già nei Veda (antichissimi libri sacri dell’India) si leggeva che “non sarà colto da alcuna malattia chi si massaggerà i suoi piedi prima di andare a letto”. Nel corso della storia il suo utilizzo come pratica medica è ben documentato, i reperti archeologici mostrano come tale tecnica fosse un ausilio terapeutico comunemente usato tra le civiltà Egizie, del Sud America, del Giappone, della Cina, come dell’intero continente asiatico.

Ma è solo in tempi più recenti, fine ‘800 ed inizi ‘900, che si trovano veri e propri studi sulle zone riflesse del corpo, come quelle del Dott. Fitzgerald (otorinolaringoiatra americano) che elaborò la cosiddetta “terapia zonale”. Alla base di questa teoria c’era la scoperta che applicando una certa pressione alle dita si otteneva un effetto anestetico che permetteva al Dott. Fitzgerald di effettuare interventi chirurgici senza ricorrere a farmaci.

Grazie ad un grande lavoro di ricerca sul campo fu la fisiomassaggiatrice Eunice Ingham a trovare precise corrispondenze tra il corpo ed i piedi e a disegnare le prime “mappe” concettuali delle corrispondenze dell’intero corpo sul piede.

Riprendendo la definizione medica di “Riflesso”, risposta che l’organismo dà involontariamente e talvolta anche inconsciamente a stimoli provenienti dall’ambiente che lo circonda o dall’interno stesso con un finalismo utile all’economia dell’intero organismo, capiamo che le funzioni dei riflessi sono due: la prima è di difesa, la seconda è di omeostasi (equilibrio dinamico con la minima spesa energetica). Avendo visto che nei piedi, come in altri parti del corpo, è “riflesso” l’intero corpo per la legge che “il piccolo riflette il grande”, intuiamo come attuando delle digitopressioni nei punti riflessi del piede possiamo andare a innescare delle reazioni di difesa, di riequilibrio e perciò di ripristino dell’omeostasi in tutto l’organismo.

La Riflessologia Plantare è una tecnica di massaggio di punti e zone riflesse dei piedi che si basa su un approccio olistico alla persona e alla salute. Sappiamo che ogni singola parte comprende il tutto (ogni singola goccia di sangue comprende ciò che è contenuto nel nostro sangue): attraverso la stimolazione o la pressione di determinati punti o zone del piede è possibile effettuare una valutazione dello stato energetico della persona e, al tempo stesso, avviare un processo di riequilibrio generale e specifico nell’organo o apparato riflesso.

Riflessologia: quali sono i benefici

Le tecniche Riflessogene quindi si possono applicare a diverse parti del corpo come mani o orecchie o viso, ma quella più conosciuta ed utilizzata è sicuramente la Riflessologia Plantare. Essa infatti è uno strumento prezioso per consolidare o creare un legame tra gli individui; la mamma, per esempio, che manipola per gioco le mani o i piedi del neonato può instaurare una relazione più sicura e profonda e creare un legame più solido con il proprio bambino.

Il trattamento riflessogeno è un modo speciale per prendersi cura delle persone; il contatto rappresenta una forma unica di comunicazione. Abbassa la pressione sanguigna, conforta, rassicura, allevia lo stress; studi cinici dimostrano come la riflessologia e la musica classica aumentano le frequenze Alfa delle onde cerebrali associate al rilassamento, l’applicazione di tecniche riflessogene infonde un senso di padronanza della propria condizione psico-fisica aumentando l’autostima e, contribuendo a migliorare la funzionalità di tutti gli organi e apparati del nostro corpo, si è rivelata un ottimo alleato per migliorare il naturale processo di invecchiamento.

Inoltre, nei neonati la riflessologia plantare può essere di aiuto per acquisire peso regolarizzando il sonno e alleviando disturbi come coliche o reflussi gastrici.

Non essendo una tecnica invasiva, ma rispettosa dei ritmi e delle caratteristiche particolari di ogni organismo, la Riflessologia può essere di aiuto a tutti, grandi e piccini, in ogni momento della vita... soprattutto in ogni momento di evoluzione e cambiamento, sia esso emotivo-psicologico o fisico.

Buoni riflessi a tutti!

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