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La Mente mente: come si potrebbe creare la patologia

La Mente mente: come si potrebbe creare la patologia

L'influenza delle emozioni sul corpo

Gary Marcus esordisce all'inizio del libro La nascita della mente con una frase di Pinker che recita “la mente è quello che fa il cervello”; Freud non ha mai negato che la mente sia una funzione del cervello, ma ha affermato anche che essa ha una sua coscienza che non può essere controllata, e nella teoria dell'inconscio asserisce che i processi mentali di cui gli uomini sono coscienti sono solo una piccolissima parte dell'attività mentale.

Mentre viviamo il sistema limbico (complesso delle strutture encefaliche che partecipano all’integrazione emotiva, istintiva e comportamentale) filtra ogni evento in base ai dati inseriti in memoria; se l'informazione è in risonanza con un’emozione già registrata reagirà immediatamente. Ogni azione nasce dall'emozione, la quale attiva una risposta fisiologica neuroendocrina che stimola o inibisce un sistema funzionale di sopravvivenza.

Il marcatore somatico è un termine coniato dal neuroscienziato Damasio per descrivere un meccanismo automatico che facilita il compito di selezionare opzioni vantaggiose dal punto di vista biologico; è una traccia che richiama un’ emozione negativa o positiva impressionata nella mente in età infantile.

Damasio sostiene che i sentimenti accadono nella mente e nel corpo, proviamo ora a spiegare come un emozione (registrata da piccoli) si può tradurre in un sentimento che può sfociare in una patologia.

Poniamo per esempio che in età infantile, viste le difficoltà e i sacrifici da parte dei genitori, abbiamo registrato la paura di rimanere senza sostentamento e senza casa; ora diventati adulti con un lavoro a tempo indeterminato, una buona posizione sociale, una famiglia ed una casa di proprietà, in realtà non dovremmo avere nulla di cui preoccuparci. La vita però ci mette ogni giorno a confronto con la nostra paura inconscia (l'inconscio non ha né passato né futuro, ma risponde solo al presente): notizie sui giornali di persone che hanno perso il lavoro, il vicino che ha avuto lo sfratto per il mancato pagamento dell'affitto, un mendicante che ci chiede l'elemosina, può ricondurci a quella paura inconsapevole.

Ciò che rende la mente mentitrice è la sua incapacità di essere sempre cosciente, il cervello, sotto lo stimolo inconscio (paura/pericolo) attiva l'ipotalamo, che a sua volta innesca tutta una risposta neurormonale pronta a soddisfare il pericolo incombente.

A questo punto nel corpo si crea un distress, che può essere descritto come una sensazione di malumore, un'insoddisfazione, un’inquietudine, un turbamento, un’agitazione o una preoccupazione; un sentimento che nel tempo si può trasformare in vere e proprie patologie.

Christian Boukaram, oncologo e professore universitario di neurologia a Montreal, indaga da anni sul legame che c'è tra il cancro e il vissuto psichico ed emotivo della persona, ed afferma che le nostre emozioni possono influire in modi diversi sul corpo: la paura, per esempio, attua una risposta somatica dove l'adrenalina è uno dei neurormoni che consegna la richiesta di aiuto a tutte le cellule; se questo stato di allarme non cessa essa fa sì che proprio questo neurormone sia tra i “sostenitori” delle cellule cancerogene. Ricerche scientifiche hanno evidenziato che durante i primi minuti (circa trenta) successivi alla comparsa dello stressor, il Sistema Immunitario non viene soppresso in modo uniforme, ma addirittura si potenzia in alcuni aspetti; questo avviene per tutti i tipi di immunità, ma in particolare per quella innata, provocando una prima fase di attivazione immunitaria, ma quando lo stressor si protrae a lungo (un'ora circa) viene provocata l'azione contraria, l'immunosoppressione. Quindi all'inizio della risposta allo stress (fase di allarme) il Sistema Immunitario viene attivato; successivamente (fase di resistenza) viene soppresso, pertanto se la risposta non viene riportata nella linea di base e rimane nella fase di allarme (congelamento) l'organismo potrebbe essere esposto a malattia autoimmuni, mentre se la fase di resistenza si protrae all'infinito potremmo avere immunodeficienza.

Il termine patologia deriva dal greco pathos: emozionarsi/soffrire e logos: pensare/scegliere, la patologia dunque può nascere quando il corpo attiva inconsciamente la risposta neuroendocrina messa in atto dal “ricordo” di quell'emozione registrata e trasformata in sentimento.

 

Bottaccioli, F. (2011) Psiconeuro endocrino immunologia. I fondamenti scientifici delle relazioni mente-corpo. Le basi razionali della medicina integrata. Red Edizioni, Milano.
Boukaram, C. (2012) Il potere anticancro delle emozioni. URRA Edizioni, Trento.
Damasio, A. R. (1995) L'errore di Cartesio. Emozione, ragione e cervello umano. Adelphi Edizioni, Milano.
Marcus, G. (2008) La nascita della mente. Codice Edizioni, Torino.
Sapolsky, R.M. (2006) Perché alle zebre non viene l'ulcera? LIT Edizioni, Milano.
Cataldo, G. I labirinti della mente, 2010. http://www.accademiavenezia.it/upload/docs/docenti/file/179/12_LABIRINTI_DELLA_MENTE.p df consultato il 23.3.2014.

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