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La Mente mente: come si potrebbe creare la patologia

Daniela Salvucci 3115 PNEI

L'influenza delle emozioni sul corpo

Gary Marcus esordisce all'inizio del libro La nascita della mente con una frase di Pinker che recita “la mente è quello che fa il cervello”; Freud non ha mai negato che la mente sia una funzione del cervello, ma ha affermato anche che essa ha una sua coscienza che non può essere controllata, e nella teoria dell'inconscio asserisce che i processi mentali di cui gli uomini sono coscienti sono solo una piccolissima parte dell'attività mentale.

Mentre viviamo il sistema limbico (complesso delle strutture encefaliche che partecipano all’integrazione emotiva, istintiva e comportamentale) filtra ogni evento in base ai dati inseriti in memoria; se l'informazione è in risonanza con un’emozione già registrata reagirà immediatamente. Ogni azione nasce dall'emozione, la quale attiva una risposta fisiologica neuroendocrina che stimola o inibisce un sistema funzionale di sopravvivenza.

Il marcatore somatico è un termine coniato dal neuroscienziato Damasio per descrivere un meccanismo automatico che facilita il compito di selezionare opzioni vantaggiose dal punto di vista biologico; è una traccia che richiama un’ emozione negativa o positiva impressionata nella mente in età infantile.

Damasio sostiene che i sentimenti accadono nella mente e nel corpo, proviamo ora a spiegare come un emozione (registrata da piccoli) si può tradurre in un sentimento che può sfociare in una patologia.

Poniamo per esempio che in età infantile, viste le difficoltà e i sacrifici da parte dei genitori, abbiamo registrato la paura di rimanere senza sostentamento e senza casa; ora diventati adulti con un lavoro a tempo indeterminato, una buona posizione sociale, una famiglia ed una casa di proprietà, in realtà non dovremmo avere nulla di cui preoccuparci. La vita però ci mette ogni giorno a confronto con la nostra paura inconscia (l'inconscio non ha né passato né futuro, ma risponde solo al presente): notizie sui giornali di persone che hanno perso il lavoro, il vicino che ha avuto lo sfratto per il mancato pagamento dell'affitto, un mendicante che ci chiede l'elemosina, può ricondurci a quella paura inconsapevole.

Ciò che rende la mente mentitrice è la sua incapacità di essere sempre cosciente, il cervello, sotto lo stimolo inconscio (paura/pericolo) attiva l'ipotalamo, che a sua volta innesca tutta una risposta neurormonale pronta a soddisfare il pericolo incombente.

A questo punto nel corpo si crea un distress, che può essere descritto come una sensazione di malumore, un'insoddisfazione, un’inquietudine, un turbamento, un’agitazione o una preoccupazione; un sentimento che nel tempo si può trasformare in vere e proprie patologie.

Christian Boukaram, oncologo e professore universitario di neurologia a Montreal, indaga da anni sul legame che c'è tra il cancro e il vissuto psichico ed emotivo della persona, ed afferma che le nostre emozioni possono influire in modi diversi sul corpo: la paura, per esempio, attua una risposta somatica dove l'adrenalina è uno dei neurormoni che consegna la richiesta di aiuto a tutte le cellule; se questo stato di allarme non cessa essa fa sì che proprio questo neurormone sia tra i “sostenitori” delle cellule cancerogene. Ricerche scientifiche hanno evidenziato che durante i primi minuti (circa trenta) successivi alla comparsa dello stressor, il Sistema Immunitario non viene soppresso in modo uniforme, ma addirittura si potenzia in alcuni aspetti; questo avviene per tutti i tipi di immunità, ma in particolare per quella innata, provocando una prima fase di attivazione immunitaria, ma quando lo stressor si protrae a lungo (un'ora circa) viene provocata l'azione contraria, l'immunosoppressione. Quindi all'inizio della risposta allo stress (fase di allarme) il Sistema Immunitario viene attivato; successivamente (fase di resistenza) viene soppresso, pertanto se la risposta non viene riportata nella linea di base e rimane nella fase di allarme (congelamento) l'organismo potrebbe essere esposto a malattia autoimmuni, mentre se la fase di resistenza si protrae all'infinito potremmo avere immunodeficienza.

Il termine patologia deriva dal greco pathos: emozionarsi/soffrire e logos: pensare/scegliere, la patologia dunque può nascere quando il corpo attiva inconsciamente la risposta neuroendocrina messa in atto dal “ricordo” di quell'emozione registrata e trasformata in sentimento.

 

Bottaccioli, F. (2011) Psiconeuro endocrino immunologia. I fondamenti scientifici delle relazioni mente-corpo. Le basi razionali della medicina integrata. Red Edizioni, Milano.
Boukaram, C. (2012) Il potere anticancro delle emozioni. URRA Edizioni, Trento.
Damasio, A. R. (1995) L'errore di Cartesio. Emozione, ragione e cervello umano. Adelphi Edizioni, Milano.
Marcus, G. (2008) La nascita della mente. Codice Edizioni, Torino.
Sapolsky, R.M. (2006) Perché alle zebre non viene l'ulcera? LIT Edizioni, Milano.
Cataldo, G. I labirinti della mente, 2010. http://www.accademiavenezia.it/upload/docs/docenti/file/179/12_LABIRINTI_DELLA_MENTE.p df consultato il 23.3.2014.

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