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Le Emozioni: una via verso la cura

Daniela Salvucci 1648 PNEI

Quali sono e che effetti hanno sul proprio corpo

La parola emozione significa, dal latino ex movere, “muovere da, muovere fuori”. L'oncologo Christian Boukaram, nel suo libro "Il potere anticancro delle emozioni", definisce queste ultime “energia pura che ci motiva; una pressione psicologica che ci spinge ad agire”. Le emozioni traducono il sentire fisiologico dell'organismo; sono segnali specializzati che trasportano un messaggio chimico all'interno di esso, messaggi essenziali che indicano il bisogno psico-fisico al quale si dovrebbe prestare attenzione.

Charles Darwin fu tra i primi a studiare le radici biologiche delle emozioni e la loro fisiologia, e le descrisse osservando i muscoli attivati e le reazioni vegetative come la produzione di lacrime, le modifiche del respiro, del ritmo cardiaco ecc. Darwin sostiene che sono “programmi innati” attraverso i quali si comunica agli altri componenti della specie situazioni di rischio, di benessere, di minaccia, indispensabili per la sopravvivenza. Le emozioni sono state suddivise in: fondamentali e complesse. Le fondamentali o primarie si esprimono nei primi periodi di vita e sono quelle che ci accomunano ad altre specie animali; per esempio, un cucciolo di roditore non conosce l'aquila, ma reagisce subito nascondendosi (per paura) non appena scorge un oggetto che vola sopra di esso. Queste emozioni sono rabbia, paura, tristezza, gioia, sorpresa, interesse, disgusto. Le complesse o secondarie, invece, sono l'insieme delle emozioni primarie processate dalla mente in seguito allo sviluppo, la crescita individuale e l'integrazione sociale; esse sono invidia, odio, ansia, gelosia, speranza, perdono, offesa, nostalgia, delusione, rassegnazione, rimorso, vergogna ecc.

Le emozioni, secondo il neuro-scienziato Antonio Damasio, sono "risposte regolatrici che portano delle condizioni vantaggiose all'organismo che le produce, assistono lo stesso nel mantenimento della vita e sono responsabili dei cambiamenti sia dello schema corporeo che cerebrale”. Le esperienze emotive, siano esse positive o negative, vengono codificate nella memoria e, per effetto di stimolo/attivazione, creano una risposta. Questo meccanismo insito nella mente è nato per facilitare una risposta rapida e generale dell'organismo, in quanto una risposta meno rapida e più “ragionata” costringerebbe l'essere umano a soffermarsi di volta in volta su ogni nuovo stimolo che si presenta. Nel cervello dei primati ci sono due diversi circuiti nervosi, ognuno specializzato in un tipo di informazione: cognitiva ed emotiva.

Uno studio pubblicato da un gruppo di ricerca italiano sulla rivista internazionale Science ha dimostrato che alcune cortecce sensoriali svolgono un ruolo chiave nel conservare i ricordi emotivi. Queste aree del nostro cervello sono deputate ad elaborare stimoli sensoriali e sono denominate cortecce visive, uditive, gustative ecc. Questo studio ha reso noto che l’attività di queste aree aumenta significativamente in presenza di stimoli che in precedenza avevano acquisito un forte connotato emotivo; mentre l'attività rimane normale se si subiscono stimoli sensoriali simili che però precedentemente non erano stati associati a nessun contenuto emotivo. In altre parole, durante qualsiasi esperienza i suoni, le voci, i colori, gli odori, gli oggetti, e i volti vengono associati all'aspetto emotivo del momento, e il ricordo emotivo registrato in passato riprodurrà, in circostanze analoghe, lo stesso effetto psico-fisico.

Nel 2013 l'esperimento condotto dall'equipe dello psicologo Lauri Nummenmaa della Aalto University, ha creato una mappa delle sensazioni fisiche associate alle emozioni. I ricercatori hanno coinvolto 700 individui tra Svezia, Finlandia e Taiwan, scelti a dimostrare che il codice delle sensazioni corporee legate alle emozioni è universale, ed hanno indotto in loro diversi stati emotivi. Una volta suscitata la sensazione, hanno dato loro delle foto del corpo umano ed hanno chiesto di colorare le parti del corpo che sentivano “accendersi o spegnersi” in risposta all’emozione provata. La mappa creatasi alla fine dell'esperimento ha dimostrato che molti luoghi comuni non erano del tutto sbagliati; infatti gli sperimentatori hanno descritto che la rabbia, per esempio, “si sente” nei pugni, la vergogna sul volto, l'ansia nel petto, il disgusto nella pancia e la paura invece coinvolge tutto il busto e soprattutto la zona del cuore. Solo due sentimenti sembrano in grado di pervadere tutto il corpo: la felicità e l'amore.

L'esperimento ha anche evidenziato che la depressione è l’unico stato emotivo che non ha nessuna posizione specifica, ma toglie energia a gambe, braccia e volto. Lo studio ha dimostrato dal punto di vista biologico come i meccanismi emozionali servano a preparare l'organismo ad affrontare una sfida ambientale, mettendo in atto una risposta tra sistema nervoso, muscolo-scheletrico, cardiovascolare e neuroendocrino.

mappa delle emozioni

Figura - Mappa delle emozioni: giallo e rosso le aree percepite come più attive,
blu quelle percepite come meno attive.

Le emozioni, quindi, sono collegamenti bidirezionali tra mente e corpo: per questo motivo la prima fase della salute fisica dovrebbe essere quella di prestare attenzione, attraverso l'osservazione sia dei sintomi fisici che emotivi, alle sensazioni della persona. Comprendere il sentire del corpo attraverso l'interpretazione emozionale aiuta a capire i meccanismi psico-neuro-endocrino-immunologici attivati dalla richiesta emotiva del soggetto. La cura dovrebbe includere sempre l'aspetto emozionale dell'individuo, visto che le emozioni sono programmi adatti alla sopravvivenza dell'essere vivente; non accoglierle come percorso di cura sarebbe come escludere un parte importante verso la guarigione.


Bibliografia:

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Bruni, D. (a cura di) (2012), Come i ricordi influenzano le emozioni. Disponibile all’indirizzo: http://www.stateofmind.it/2012/06/emozioni-ricordi/

Damasio, A. R. (1995), L'errore di Cartesio. Emozione, ragione e cervello umano. Adelphi Edizioni, Milano.

Fracchia, B., Castagno, E. (a cura di) (2001), Emozioni coscienza e presa di decisione. Disponibile all’indirizzo: http://www.sicap.it/~merciai/psicosomatica/students/damasio-s.htm

Le Scienze (2012), E’ l’inconscio a innescare l’effetto placebo. Disponibile all’indirizzo: http://www.lescienze.it/news/2012/09/11/news/e_linconscio_a_innescare_leffetto_placebo-1247754/

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Sacchetti, B. (a cura di) (2011), Quante emozioni nei ricordi. Disponibile all’indirizzo: http://www.scienzainrete.it/contenuto/articolo/quante-emozioni-nei-ricordi

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